A Pirlo non è piaciuto l’egoismo di Ronaldo: “Le partite vanno chiuse prima”
"Bisogna essere un po' meno egoisti e chiudere prima le partite". Il concetto espresso da Andrea Pirlo ricalca la riflessione che Fabio Capello ha fatto in diretta tv a Sky subito dopo la partita. Chi è il calciatore che s'è lasciato prendere dalla smania di far gol ignorando il compagno di squadra in posizione migliore? Cristiano Ronaldo. Dopo la doppietta allo Spezia aveva voglia di tornare a esultare anche in Champions ma non c'è riuscito. E mentre il compagno di reparto, Morata (autore di una doppietta), s'è mostrato abbastanza ‘solidale' e intelligente da servirgli su un piatto d'argento una palla gol non ha fatto altrettanto il portoghese.
Succede nel primo tempo, quando la Juve ha la possibilità di chiudere subito i conti ma non sfrutta le occasioni per imprecisione e qualche scelta sbagliata. C'è un'immagine che è la riprova di tutto ciò: lo spagnolo, ex Real, è tutto solo in area di rigore, Ronaldo ha un avversario vicino, è in posizione decentrata e il portiere che gli copre lo specchio della porta ma decide ugualmente di fare di testa sua. Cerca il gol, non lo trova… Pirlo non pronuncia mai direttamente il nome della stella lusitana ma è chiaro si riferisca a lui.
Ai giocatori faccio tutte le raccomandazioni del caso, parlo molto con loro – ammette Pirlo a Sky -. Poi però in campo sono ad andarci e sono loro che devono fare le scelte migliori. Credo si debba essere essere meno egoisti e chiudere le partite prima.
Il 4-1 contro un avversario modesto (il Ferencvaros non ha praticamente tirato in porta) permette ai bianconeri di fare un altro passo verso la qualificazione. Quanto alla prestazione, non soddisfa in pieno l'allenatore.
Abbiamo commesso molto errori perché, con la partita in discesa, ci sembrava tutto facile. Abbiamo peccato di superficialità e per questo dico che sul piano del gioco potevamo fare meglio.
Ultime riflessione dedicata ad Arthur. Perché l'ex Barça non è rientrato nella ripresa? Pirlo chiarisce che alla base della decisione non c'è alcuna scelta tecnica ma un motivo ben preciso.
Non stava bene. Arthur aveva problemi allo stomaco e gli veniva da vomitare. Ha voluto continuare a giocare ma non era in condizione di andare avanti.