Riccardo Pittis: “Non sapevo dove sbattere la testa, poi ho iniziato un cammino verso una nuova vita”

Esiste un Riccardo Pittis sul parquet con la palla a spicchi in mano, uno dei giocatori più vincenti della pallacanestro italiana per due decenni (sette scudetti tra Milano e Treviso, due Coppe dei Campioni con l'Olimpia, due argenti europei con l'Italia), e poi un'altra persona, che oggi a 56 anni fa tutt'altro, dopo aver provato a restare nel basket prima pensando a una carriera da tecnico e poi lavorando come spalla nelle telecronache televisive: "Ho fatto il corso da allenatore, ma non era il mio. Ho fatto il telecronista, ma dicevo quello che pensavo senza filtri e la cosa non veniva apprezzata".
Cosa fa oggi Riccardo Pittis: il basket è lontano
"A un certo punto non sapevo bene dove sbattere la testa – racconta a proposito del suo percorso dopo il ritiro – Ho provato a lanciarmi nella ristorazione, nei locali. Ma non è andata, perché mi sono affidato alle persone sbagliate e c'erano aspetti di quel mondo che non conoscevo".

Poi è arrivata l'illuminazione, che lo ha portato alla sua nuova esistenza. Pittis oggi fa lo speaker motivazionale e il mental coach, dopo essere a sua volta passato per i precetti di uno specialista: "Il mental coach Andrea Favaretto mi ha riportato nella giusta direzione. Il percorso ha funzionato alla grande con me. Allora mi sono detto: ‘Perché non fare di tutto questo una professione?'. Grazie a lui ho iniziato un cammino verso una nuova vita, di grande successo. Se lavoro anche con le squadre di basket? Figuriamoci. Gli allenatori pensano di poter risolvere tutto da soli, non accettano di fare un passo indietro per farne fare due in avanti alla squadra. E temono che io gli faccia ombra".
Nella chiacchierata con la ‘Gazzetta dello Sport', l'ex cestista milanese spiega che quello che manca di più per un campione che ha conosciuto fama, popolarità e gloria al massimo livello è "l'adrenalina del campo, gli sconquassi ormonali che la partita ti provoca, sensazioni fortissime, che da ex non potrai più vivere".

Pittis duro sul basket italiano: "Il livello è precipitato e temo che sarà sempre peggio"
Pur non facendone più parte, ovviamente Pittis segue sempre il mondo della pallacanestro e quando gli si chiede il suo punto di vista sul livello sceso del basket italiano, Riccardo ci va giù duro: "Sceso? Diciamo che è precipitato. In primis c'è il tema economico: Giorgio Armani a parte, non c'è nessun grande nome disposto a investire su un prodotto poverissimo. Le partite sono di basso livello. L'interesse dei giovani è tutto per Curry, LeBron e gli altri fenomeni NBA. Nemmeno quella mi fa impazzire, per molti aspetti è un circo. E poi è cambiato il mondo: io aspettavo di tornare da scuola per fiondarmi al campo. Oggi hanno mille interessi, mille distrazioni. Non hanno più voglia di farsi il mazzo. Il futuro? Sono pessimista, temo che sarà sempre peggio".