Maccarani: “Usata come capro espiatorio dalla Federginnastica. Per gli uomini ero troppo potente”

Il lavoro da CT di Emanuela Maccarani, dopo 30 anni alla guida della nazionale di ginnastica ritmica, si è concluso con un’email. Dal processo che la riguarda a Monza per presunti maltrattamenti ai nuovi vertici della Federginnastica già nella bufera per i commenti sessisti: Maccarani dà la sua versione dei fatti.
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Con un'email ricevuta mercoledì scorso alle 13:30, al termine dell'allenamento, si sono chiusi i 30 anni di Emanuela Maccarani alla guida tecnica delle Farfalle Azzurre. La CT artefice di centinaia di medaglie nella ginnastica ritmica, tra cui quattro olimpiche, è stata sollevata dall'incarico. Licenziata.

A firmare l'email il nuovo presidente della Federginnastica Andrea Facci, eletto il 1 marzo. Lo stesso che in un'intercettazione telefonica del 2022, appena resa pubblica, commentava, con l'allora presidente Gherardo Tecchi, in maniera sessista un'ex ginnasta ospite in tv. L'atleta parlava dei presunti maltrattamenti per cui Emanuela Maccarani è stata rinviata a giudizio, con l'imputazione coatta decisa dal Gip del Tribunale di Monza.

Tutto il procedimento è partito dalle denunce pubbliche di due ex ginnaste, Anna Basta e Nina Corradini, allenate in passato da Maccarani, che hanno raccontato le presunte pressioni psicologiche e offese sul peso. Abbiamo incontrato l'ex CT delle Farfalle.

Emanuela Maccarani, partiamo dall'intercettazione tra il nuovo e l'ex presidente di Federginnastica, eletto a inizio marzo.
Avevo già visionato le carte, è un dialogo tra persone che fanno commenti anacronistici in questo periodo e in questa società. Quello che fa scalpore è una persona giovane, Facci, che ha impostato la sua campagna elettorale su un cambiamento radicale.

Perché l'ha definito pericoloso?
Ho definito pericoloso il suo atteggiamento. C'è stata un'assoluta mancanza di comunicazione, una email senza preavviso. Questo sta nuocendo in maniera irreversibile al movimento e alle ragazze, decisioni presi nei modi e tempi completamente errati.

Emanuela Maccarani con le ginnaste azzurre.
Emanuela Maccarani con le ginnaste azzurre.

Era diventata troppo potente nel settore?
Eh, probabilmente per queste persone, per questi uomini sì. Sono tutte persone, questi federali, non hanno mai avuto nessun tipo di rapporto professionale con me. Forse qualcuno ha pensato che avessi l'intenzione di candidarmi alla presidenza.

Lei ha sempre negato le accuse per cui è a processo a Monza.
Al momento le dichiarazioni di alcune ginnaste non rappresentano una prova provata. Andremo a dibattimento per ricostruire i fatti. Io non pesavo le ginnaste e non ero presente quando venivano pesate, per cui queste frasi offensive non posso averle pronunciate.

Non ha pensato che i suoi metodi potessero essere troppo severi?
Io non l'ho mai pensato, il mio è un metodo che riguarda l'allenamento di alto livello, lo giudico dai risultati e dalla longevità di alcune ginnaste che sono rimaste con me tantissimi anni. È un sistema sportivo adottato dal 90 per cento di tutti gli allenatori in Italia e nel mondo.

Negli ultimi anni la salute mentale è diventata una priorità, può succedere che dopo 30 anni non sia rimasta al passo coi tempi?
Sono stata in grado di adeguarmi, sono state tante le generazioni che si sono avvicendate. In un processo educativo importante e lungo non è possibile non tener conto di quelli che sono i cambiamenti della società. Credo di essermi riuscita ad allineare a questo. Se poi ci sono state ragazze che per motivi tecnici non ce l'hanno fatta a rimanere con questo metodo, che è il metodo sportivo di alto livello e non è il metodo Maccarani, è per fattori individuali.

Le ginnaste medaglia di bronzo alle ultime Olimpiadi.
Le ginnaste medaglia di bronzo alle ultime Olimpiadi.

Qual è la cosa che le ha dato più fastidio?
Per due anni e mezzo ho vissuto tutta questa vicenda come se la guardassi da fuori. Confidavo in quello che poi la giustizia avrebbe trovato, avrebbe rilevato. Io la ferita l'ho subita due anni e mezzo fa, ma questa questa cosa non l'ho mai percepita in due anni e mezzo che sono stati estremamente difficoltosi. Ho contattato il presidente Tecchi che ha finto di non aver letto. Da lì ho sentito che la federazione aveva deciso di usarmi come capro espiatorio. Questo per me è una grossa ferita, che ho nell'anima e che sicuramente mi rimarrà.

Cosa ha provato quando è uscita per l'ultima volta dal centro di Desio, dove si allena la nazionale?
Quando ho chiuso la porta mercoledì ricordo questo gesto che attenziono sempre la sera prima di partire per un grande evento, perché si conclude la preparazione di un'esperienza importante, come un Mondiale o un'Olimpiade. Mercoledì l'ho chiusa con un sorriso sul mio volto, con una sensazione diversa pensando che tutto questo era finito.

E lei che cosa farà adesso, al di là del processo? Continuerà ad allenare? Andrà da qualche altra parte?
Questa situazione si è verificata da pochissimi giorni, quindi non avevo fatto nessun tipo di di progetto, neanche in passato. Per me la squadra nazionale, la Federazione Ginnastica, è sempre stata la mia casa. Mi è arrivato un bellissimo messaggio ieri. Una parte di questo messaggio diceva: "Ti ho conosciuto". Questa signora ha tre figli e io una volta le dissi: "L'unica cosa che mi dispiace è di non aver avuto un figlio, ma vedi queste sono le mie figlie". Ho veramente investito tutto in questo e non mi mancava niente. Di progetti futuri che ce ne saranno sicuramente, e saranno bellissimi. Mi reputo una persona vitale, di grande creatività. Questo è il mio cavallo di battaglia che mi accompagnerà nelle mie prossime scelte.

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