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Il corpo libero di Nicola Bartolini, decine di tatuaggi: “E i corpi di polizia non mi vogliono”

Dal demone giapponese sul petto a Saw, l’enigmista sulle spalle: sono alcuni dei 50 tatuaggi che Nicola Bartolini – oro mondiale bella ginnastica artistica – ha sul proprio corpo. Ognuno di essi ha un significato speciale, come la civetta che ha sul braccio. Hanno sempre fatto parte di lui che nei corpi militari non è riuscito a entrare proprio per quei disegni.
A cura di Maurizio De Santis
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Un demone sul petto. Il disegno di Saw, l'enigmista sulla schiena. Una civetta sul braccio sinistro e un teschio messicano sul destro. Nicola Bartolini ha scelto ogni tatuaggio con accuratezza, dietro ognuno di essi c'è un valore speciale. Spuntavano dalla calzamaglia indossata per conquistare la medaglia d'oro nel "corpo libero", specialità della ginnastica artistica dove nessun italiano era mai riuscito ad arrivare così in alto. In cima al podio del Mondiale c'era lui, 24 anni dopo Yuri Chechi che fece grande l'Italia agli anelli. "Non li conto più da quando avevo 18 anni – ha spiegato ‘Un giorno da pecora’ in onda su Rai Radio1 -. Credo di averne una cinquantina… adesso per festeggiare stavo pensando di farmene un'altro commemorativo, la medaglia o la data del giorno della vittoria".

La maschera di demone giapponese fa capolino sul petto: nella cultura orientale (da cui è affascinato, ha spiegato a Repubblica) ha un significato particolare e niente affatto negativo. Anzi l'immagine spettrale di Hannya serve ad allontanare gli spiriti maligni e porta buona fortuna a chi lo disegna sulla pelle. Alle spalle c'è tutta la violenza del monito di un film dell'orrore (Saw). "È il mio preferito – dice al Corriere della Sera – anche se horros, perché ha un messaggio preciso: non sprecare la propria vita". Poi c'è la civetta, l'animale notturno che è una sfumatura della sua indole. "Mi piace la notte, mi aiuta a riflettere, penso che la natura di un uomo emerga soprattutto in quel momento".

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Gli altri nemmeno li ricorda più ma lo hanno accompagnato nel corso della vita e della carriera. Un quadrifoglio è stato il primo poi sono arrivati due teste di morto, nel bene e nel male hanno sempre fatto parte di lui che nei corpi militari non è riuscito a entrare perché quei disegni vergati sulla pelle collidevano con l'etica dei gruppi sportivi. "Se i corpi di polizia non mi prendono per i tatuaggi? Sì, esattamente. Mi dispiace per loro… vorrà dire che metto l'animo in pace", dice Bartolini che è diventato famoso quando non aveva vinto ancora niente, quando le uniche "imprese" che lo resero riconoscibile furono quelle del docu-reality sulla ginnastica di cui fu uno dei protagonisti assieme a Carlotta Ferlito. Da allora è cambiato tutto, Nicola invece è rimasto sempre lo stesso con un sogno nel cuore, un talento mistico che muove il suo "corpo libero" fendendo l'aria con la perfezione dei movimenti.

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