Zverev perde a Miami, Sinner gode: da numero uno al mondo è inavvicinabile anche se non gioca

La sconfitta di Alexander Zverev (secondo nella speciale classifica live del Ranking Atp) al Miami Open contro Arthur Fils ha ribadito che in giro, almeno per il momento, non ci sono tennisti in grado di essere al livello di Jannik Sinner. Magari in occasione dei Masters 1000 di Montecarlo e Madrid (i prossimi in calendario) cambierà qualcosa. Magari il tedesco (che è incappato in un altro flop dopo Indian Wells) o Alcaraz non faranno cilecca nella scalata verso la cima. Ma fino ad allora resta tutto così com'è, con buona pace dei suoi detrattori (almeno quelli usciti allo scoperto nell'azione legale anti-sistema), di Kyrgios ossessionato, del sindacato di Djokovic e della causa intentata contro i vertici istituzionali del tennis.
Il campione altoatesino è inavvicinabile anche se non gioca a causa della squalifica. E gode. Nessuno sembra in grado scalfirne il primato, di metterne in discussione lo scettro di numero uno al mondo. Non tornerà in campo ufficialmente prima degli Internazionali di Roma (a maggio) ma può concedersi il lusso di stare lassù, comodamente seduto sul trono di migliore in assoluto, forte dei suoi 10.330 punti (gli ultimi li ha conquistati a gennaio scorso battendo proprio il tedesco schiantandolo nella finale degli Australian Open), ad assistere allo spettacolo e al corso degli eventi che gioca a suo favore.
In Florida sono caduti tutti come mosche nella ragnatela: Carlos Alcaraz e lo stesso Zverev, quelli che avrebbero potuto insidiare la leadership, sono stati battuti ed eliminati contro ogni pronostico. Lo spagnolo tagliato fuori da Goffin è terzo a quota 6720, a -3610 punti da Sinner. Il tedesco resta sul secondo gradino del podio a 7645, a -2685 dalla vetta: il trend (ha sbandato anche al Rio Open) mostra come non riesca ad approfittare del periodo di vacanza dell'azzurro considerato che, finora, non è riuscito a spingersi oltre un tesoretto di 1665 punti incamerati. Davvero pochi se raffrontati ai 2000 di Sinner guadagnati in una volta sola nel successo bis australiano. E tanto basta a chiarire chi è il più forte, semmai vi fossero stati ancora dubbi sulla reale differenza di spessore che c'è per adesso nel circuito: Jannik davanti e tutti gli altri dietro a sgomitare alla ricerca di un posto al sole, di un exploit che regali loro un briciolo di concorrenza.
L'esito della sfida tra Zverev e Fils altro non fa che consolidare questa convinzione. Il 20enne tennista francese ha dato una lezione di personalità e di talento all'avversario, liquidato con un poderoso 6-3, 6-4 che ha trasformato il 3-6 del primo set in un incidente di percorso. Il confronto è stato intenso e a un certo unto il tedesco è sembrato mollare dal punto di vista psicologico: più Fils si esaltava, più Zverev rimpiccioliva, incapace di raddrizzare le sorti del match. Un brutto colpo a livello sportivo e statistico: perde 300 dei 400 punti conquistati un anno fa con la semifinale raggiunta in questo torneo. Quanto al francese, può gongolare: ha ottenuto un successo pesante che porta a tre il numero delle vittorie importanti contro un avversario della Top 5. Orgoglio, certo, e balzo in classifica generale: grazie al quarto di finale salirà al 15° posto scalzando l'italiano Musetti (eliminato da Djokovic).