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Lottatore MMA alto 2 metri e 30 perde contro una cintura nera di Jiu-Jitsu di 1,60: come ha fatto

Sembrava un combattimento abbastanza scontato, vista la differenza abissale in termini di dimensioni e stazza, ed invece una cintura nera di Jiu-Jitsu ha battuto per sottomissione un gigantesco lottatore di MMA.
A cura di Paolo Fiorenza
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Sembrava un incontro sulla carta abbastanza scontato, vista la differenza di stazza che negli sport di combattimento è quasi sempre decisiva, ed invece il match tra un gigantesco lottatore di MMA, Roger Dalet, e una cintura nera di Jiu-Jitsu, Raymison Bruno, è finito nella maniera più inaspettata. L'esito è stato così sorprendente che il video dell'incontro – non recente, ma il filmato lo è – ha totalizzato parecchi milioni di visualizzazioni: grande la curiosità di capire – soprattutto dopo l'inizio apparentemente favorevole all'enorme lottatore – come avesse fatto il suo minuto avversario a vincere.

Cintura nera di Jiu-Jitsu sottomette un gigantesco lottatore di MMA: come ha fatto

Una vittoria arrivata per sottomissione, che nelle MMA avviene quando un lottatore riesce a porre in essere una tecnica che ha lo scopo di infliggere dolore all'avversario, costretto a quel punto ad arrendersi a causa del dolore stesso o per paura di subire un infortunio come la rottura di un arto. Roger Dalet è alto ben 2 metri e 30 centimetri, Raymison Bruno appena un metro e 60: il combattimento è durato poco, terminando già nel primo round. Ma non come si poteva pensare che finisse: tanto grande era la differenza in termini di dimensioni e peso, quanto quella – ma in senso inverso – sul piano dell'abilità e della tecnica.

All'inizio del round, il ‘gigante' è stato spinto in un angolo dell'ottagono dalla carica intrepida del suo piccolo avversario. A quel punto Dalet ha provato a fare leva sulla sua forza e stazza per sollevare Bruno, ma non ci è riuscito. I due sono finiti aggrovigliati a terra, col grosso lottatore che aveva lui la presa, ma il marzialista di Jiu-Jitsu ci ha messo un attimo ad invertire la situazione, prima abbrancando il corpulento lottatore, poi tempestandolo di pugni da sopra di lui ed infine sottomettendolo e costringendolo alla resa con un ‘arm bar', ovvero con un blocco articolare di spalla e gomito, spinti in direzioni opposte.

Entusiasti i commenti sui social dei tifosi, che hanno sottolineato l'importanza della tecnica di combattimento a discapito delle dimensioni: mai come in questo caso è arrivata la prova. In effetti, l'intero contesto del match era di sperimentare quanta differenza potesse fare la stazza di due marzialisti quando si fossero affrontati. Tecnica 1, stazza 0.

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