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Heliovaara ha vinto Wimbledon quest’anno, si era ritirato e lavorava in aeroporto: “16 ore al giorno”

La storia di Harri Heliovaara, campione di doppio maschile quest’anno a Wimbledon, è quasi incredibile: si era ritirato per anni, andando a lavorare in aeroporto.
A cura di Paolo Fiorenza
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Harri Heliovaara ha compiuto 35 anni all'inizio di giugno e ha appena vinto il torneo di doppio maschile a Wimbledon: il finlandese, in coppia col 28enne inglese Henry Patten, ha battuto in finale il duo formato dagli australiani Max Purcell e Jordan Thompson. Un match incredibile, durato quasi tre ore e in cui gli sconfitti hanno avuto tre match point: 6-7 (7)/7-6 (8)/7-6 (9) il risultato finale, che fa capire che tipo di battaglia sia stata. Ma ancora più è incredibile è il fatto che Heliovaara avesse lasciato il tennis per fare tutt'altro, lavorare in aeroporto, con turni lunghissimi che iniziavano alle 5 del mattino: "16 ore al giorno".

Heliovara si ritira dal tennis: va a lavorare in aeroporto

Nel 2011, a 22 anni, il tennista di Helsinki aveva raggiunto la sua posizione più alta nella classifica del singolare, la 194sima, ma un problema alla schiena lo costrinse due anni dopo ad appendere la racchetta al chiodo. Trovatosi di fronte ad un bivio circa il suo futuro, Heliovaara decise di tornare a studiare in patria. Mentre studiava per conseguire una laurea presso l'Università Aalto, Harri coltivò la sua passione per l'aviazione, accettando un lavoro all'aeroporto di Helsinki.

Il finlandese arrivava quasi tutte le mattine alle 5 per assistere i passeggeri. "Questo mi ha anche dato un'altra prospettiva, è stato molto interessante – ha raccontato Heliovaara in un'intervista rilasciata al sito dell'ATP all'inizio di quest'anno – Naturalmente si tratta di lavori di altissimo profilo. Lavori per tante ore, 16 ore al giorno. A volte mi sembra di non aver fatto altro che lavorare".

Harri Heliovaara con la moglie Sini: lavorava anche lei all'aeroporto di Helsinki
Harri Heliovaara con la moglie Sini: lavorava anche lei all'aeroporto di Helsinki

In quel momento il giovane Harri sembrava aver rinunciato ad ogni ambizione tennistica, abbracciando completamente la sua nuova vita. Conobbe sua moglie Sini proprio mentre lavorava all'aeroporto di Helsinki e, nonostante uno stage presso una società di investimenti finanziari, decise di candidarsi per diventare pilota. Tuttavia anche in questo caso i problemi alla schiena furono un ostacolo per Heliovaara, che nel 2016 – dopo essere stato lontano dal tennis per tre anni – ebbe finalmente notizie incoraggianti dal punto di vista medico, non fosse altro che per il fatto di avere finalmente una diagnosi.

La diagnosi di spondilite anchilosante e il ritorno al tennis

Gli fu infatti diagnosticata la spondilite anchilosante, una patologia che colpisce la colonna vertebrale. Una volta individuato il problema, a Heliovaara fu prescritta la terapia che lo restituì al tennis: "Abbiamo dovuto cambiare la medicina con un'iniezione diversa, ma continuo a prenderla ogni quattro settimane. Ho ancora qualche problema – ha spiegato il finlandese – Ho avuto qualche infezione agli occhi un paio di volte, alcuni problemi alla pelle, tutti problemi che accompagnano la malattia alla schiena. Ma ho trovato un modo per conviverci, sentirmi bene e fare sport, il che è una cosa fantastica per me".

La carriera da doppista di successo: il sigillo a Wimbledon

A quel punto Harri decise che pur con tutta la passione per gli aerei, avrebbe voluto riprovare a realizzare il suo sogno di eccellere nel tennis: nel 2017 riprese dunque a giocare nel circuito, affermandosi come giocatore di doppio. Da allora ha vinto 7 titoli in doppio, con l'apice rappresentato adesso dal torneo di Wimbledon assieme al britannico Patten. Peraltro già l'anno scorso aveva vinto un torneo del Grande Slam, trionfando nel doppio misto allo US Open in coppia con Anna Danilina.

"Non avrei mai pensato di arrivare fin qui – ha detto Heliovaara dopo la finale vinta all'All England Club – Sognavo di essere uno dei primi 100 giocatori di doppio (attualmente è numero 12 nel ranking di specialità, ndr), magari di costruirci una carriera. Non avrei mai pensato che sarebbe stato così bello. Ne posso essere orgoglioso".

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