Su Netflix la serie tv sulla vita di Rita De Crescenzo, il progetto prodotto da Banijay
Diventata fenomeno di costume con TikTok, Rita De Crescenzo parte alla conquista di Netflix. La tiktoker napoletana sarà protagonista di una docuserie prodotta da Banijay, in un progetto che dimostra, una volta di più, come l’intrattenimento punti oggi ad avere un impatto sempre più dirompente, facendo leva su soggetti in grado di provocare una netta spaccatura nel pubblico al fine di garantirsi una viralità il più possibile capillare.
Il progetto è stato anticipato da Giuseppe Candela su Chi, secondo cui la casa di produzione e la tiktoker avrebbero già concluso un accordo per realizzare il contenuto da distribuire sulla più celebre piattaforma di video streaming in Italia.
Che cosa racconterà la docuserie su Rita De Crescenzo
Era stata Francesca Fagnani la prima a individuare la portata nazionale del "fenomeno De Crescenzo", accendendo i fari sulla vita della tiktoker all’epoca in cui il tavolo era ancora sgombro dai balletti diventati virali e dalla solita dose di polemica quotidiana. Come l’ultima, surreale, che l’ha vista acquistare una scimmietta – animale selvatico trattato alla stregua di un animale domestico – adottata a Sharm el Sheikh, dove la donna si sarebbe recentemente trasferita aprendo un negozio. Quei filmati, inizialmente caricati in rete, sono poi spariti in seguito alla fortissima ondata di polemiche generata. Ma la donna, pur avendo smesso di inquadrare l'animale nei suoi filmati, continuerebbe a occuparsene come se si trattasse di un bambino cui somministrare (lo racconta lei stessa) perfino il biberon.
Era stata la sua biografia a incuriosire la giornalista volto di Rai2, spingendola a raccontarne le ombre in una puntata di Belve. Mamma a soli 13 anni, Rita aveva ripercorso in tv un passato segnato da gravissime violenze, perfino uno stupro, e dalla dipendenza dalle sostanze stupefacenti e psicofarmaci. Fagnani ne aveva approfondito anche le vicende giudiziarie: dal blitz del 2017 contro il clan Elia del Pallonetto di Santa Lucia al processo per spaccio in cui s'è sempre difesa dichiarandosi consumatrice e mai spacciatrice, fino alla condanna in primo grado a un anno, arrivata proprio nel 2026, per diffamazione ai danni di un'assistente sociale del Comune di Napoli, nominata affinché si occupasse del figlio della content creator.
Netflix e il rischio calcolato dei progetti in grado di dividere il pubblico
Con questa operazione, Netflix si fa carico di un rischio già sfiorato e domato in diverse occasioni, come nei casi recenti delle serie su Fabrizio Corona e Wanna Marchi. Quei personaggi che un tempo venivano relegati al pomeriggio della tv generalista per fare da bersaglio al moralismo da salotto, oggi diventano veri e propri casi di studio capaci di conquistare la prima fila dello streaming. Si tratta di progetti in cui piattaforma e casa di produzione acquistano la capacità intrinseca del personaggio raccontato di dividere ferocemente l'opinione pubblica. Obiettivo che con l’analisi del fenomeno De Crescenzo può dirsi già riuscito.