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Le borse false di Daniela Santanchè arrivano a Splendida Cornice: processo con Imma Tataranni e Francesca Pascale

Il caso delle borse Santanchè-Pascale finisce a Splendida Cornice: il processo di Imma Tataranni (Vanessa Scalera) al marito Pietro (Massimiliano Gallo) con la partecipazione di Geppi Cucciari e della stessa ex compagna di Silvio Berlusconi.
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Geppi Cucciari ha messo in scena un processo per fare da spot alla nuova stagione di Imma Tataranni ma soprattutto per parlare del caso delle borse contraffatte di Daniela Santanchè come regalo a Francesca Pascale, con la partecipazione della stessa ex consigliera provinciale e compagna di Silvio Berlusconi.

La gag con Francesca Pascale, Massimiliano Gallo e Vanessa Scalera

La scena è deliziosa: Imma Tataranni, interpretata da Vanessa Scalera, porta alla sbarra proprio suo marito Pietro, interpretato da Massimiliano Gallo, perché ha ricevuto in regalo delle borse contraffatte. A giudicare c'è Geppi Cucciari. Il colpo di scena, però, è proprio la presenza di Francesca Pascale come super testimone. Il risultato è una gag che, per tempismo, stile e aderenza all’attualità, richiama le migliori performance del Saturday Night Live, dimostrando che Splendida Cornice è, al momento, il livello più alto di satira in tv.

"Aveva l'accento di Cuneo"

Il personaggio di Pietro fa riferimento indirettamente al caso Santanchè: "Le borse le ha portate una signora in Regione, doveva fare dei regali al Presidente e ci ha fatto regali a tutti. Non ricordo il nome, ma mi ricordo che c'aveva l'accento di Cuneo". Viene chiamata a testimoniare proprio Francesca Pascale, ma prima che possa dire la sua, Geppi Cucciari chiude la sentenza a causa dell'imminente approvazione della separazione delle carriere: "Sta per essere approvata la separazione delle carriere, quindi prima di essere separata me ne vado e la condanno". 

Quello che rende questa gag un esempio di buona satira e buona televisione non è solo la qualità comica, ma il modo in cui Geppi Cucciari e il suo team di autori hanno saputo approcciare all'attualità, senza scadere nel banale o nel già visto. Non vale la pena scomodare il sostantivo presidio, come si fa in questi casi perché nulla c'è da presidiare, ma possiamo dire che "Splendida Cornice" è al suo massimo splendore in questo momento.

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