Trump e la sepoltura di Ivana nel suo golf club: “Strategia per non pagare le tasse”

Ivana Trump è morta lo scorso 14 luglio a 73 anni per un arresto cardiaco e il suo corpo è stato sepolto nel National Golf Club di Bedminster, nello Stato del New Jersey, di proprietà dell’ex marito. La tomba si trova in un’area fiorita, come mostrato da una foto pubblicata dal New York Post, vicino alla prima buca del campo, che Donald Trump nel 2017 decise di adibire a cimitero di famiglia. Oltre all'elemento emotivo, c'è un'altra chiave di lettura per la notizia, visto che dalle diverse ricostruzioni che stanno emergendo negli ultimi giorni, grazie a questa sepoltura Donald Trump sarà destinato a beneficiare di una serie di esenzioni fiscali molto vantaggiose.
I possibili sgravi fiscali in New Jersey
La legge nel New Jersey, fa notare il The Guardian, prevede infatti un'esenzione da tutte le tasse, aliquote e valutazioni, dunque la sepoltura in quanto tale potrebbe portare enormi vantaggi al fondo fiduciario della famiglia Trump cui è intestata la proprietà del golf club in questione, in uno stato in cui le tasse sui terreni sono notoriamente molto alte.
A dare peso a questa ricostruzione sono alcuni documenti emersi nelle ultime ore. ProPublica ha reso noti dei dati a supporto della tesi secondo cui il fondo fiduciario avesse inizialmente sondato la possibilità di situare in una piccola proprietà ad Hackettstown la sede di un'agenzia funebre di famiglia non-profit. Una soluzione, quest'ultima, che stando a quanto previsto dalla legge in New Jersey rende le compagnie funebri esenti non solo da tasse di successione, ma anche da quelle di vendita, utili e tutti tributi di tipo ereditario. Secondo queste ricostruzioni, dunque, dietro la sepoltura della sua prima moglie si nasconderebbe un piano astuto di Trump per eludere le imposizioni del fisco americano.
Le polemiche per il torneo sponsorizzato dall'Arabia Saudita
Il golf club in questione, inoltre, è al centro di polemiche negli ultimi giorni per aver ospitato un torneo sponsorizzato dall’Arabia Saudita. La cosa ha provocato non poche polemiche, con le proteste dei familiari delle vittime dell'11 settembre che hanno attaccato l'ex presidente, il quale al tempo della sua permanenza alla Casa Bianca aveva sposato pubblicamente opinioni secondo le quali dietro all'attacco alle Torri Gemelle, dunque ad Al-Qaida, ci fosse proprio la protezione dei sauditi.