Rocio Munoz Morales torna a Venezia dopo il caso Raoul Bova: “Vivo un momento di grande serenità”

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Rocio Munoz Morales torna alla Mostra del Cinema di Venezia a un anno esatto dalla separazione da Raoul Bova. Le parole dell’attrice tra impegni sul set e una ritrovata serenità: “Raccolgo i frutti di quello che ho seminato”.

Rocio Munoz Morales è tornata alla Mostra del Cinema di Venezia sfoggiando la grazia di sempre, ma con la consapevolezza di chi si è lasciata alle spalle un anno particolarmente burrascoso: quello della separazione da Raoul Bova. Un anno fa, infatti, la sua vita privata è finita al centro del gossip per la rottura con Raoul Bova, al quale è stata legata per dodici anni e da cui ha avuto le figlie Luna e Alma. Una separazione già complessa che è stata investita anche dal clamore mediatico di uno scandalo che ha coinvolto l'ex compagno, tra conversazioni private diffuse senza consenso e tentativi di ricatto. Oggi, tuttavia, quel momento di crisi appare superato.

In un'intervista all'Adnkronos, l'attrice ha tracciato il bilancio di una stagione lavorativa vissuta con uno stato d'animo finalmente leggero: "Sono molto felice di iniziare qua la stagione, una stagione che per me sarà abbastanza intensa. Il 1 ottobre c'è la prima del film di Fausto Brizzi "Quasi vera" con Frank Matano, dopo poco sarò al Festival di Roma con un altro film e inizierò a girare una serie Rai. Sono molto felice, è un momento per me di grande serenità e di raccogliere amore, energia positiva e i frutti di quello che ho seminato".

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Rocio Munoz Moralez al Festival del Cinema di Venezia.

La svolta sugli audio di Raoul Bova

Se sul fronte privato per Munoz Morales è il momento della ritrovata felicità, sul versante legale legato all'ex compagno si registrano in questi stessi giorni gli sviluppi definitivi. La Procura di Roma ha infatti notificato l’avviso di conclusione delle indagini a carico dell’imprenditore e PR Federico Monzino, formalmente accusato di tentata estorsione ai danni di Raoul Bova. L'inchiesta, scaturita dalla denuncia presentata dallo stesso attore, riguarda la sottrazione e la successiva diffusione non autorizzata di una serie di messaggi vocali e conversazioni private scambiate via chat tra Bova e la modella Martina Ceretti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vicenda ha preso il via con un messaggio recapitato al telefono di Bova da un numero sconosciuto: il mittente avvisava l'artista che il materiale audio era pronto per essere diffuso e utilizzato per danneggiare la sua reputazione, qualora non avesse ceduto a precise richieste economiche.

Quelli finiti nelle carte della Procura sono gli stessi file audio finiti al centro delle puntate di Falsissimo, il format di Fabrizio Corona. Proprio nei giorni scorsi, anche il Garante per la Protezione dei Dati Personali si è espresso sulla vicenda, dichiarando illecita la diffusione non autorizzata delle chat e dei file vocali e sanzionando l'imprenditore con una multa di 4.950 euro.

La lezione di stile di Rocio contro la trappola del gossip

Al di là dei risvolti penali, la parabola di questo sgradevole affare lascia sul campo una lezione echiara: confondere il voyeurismo spinto con il diritto di cronaca non è solo una scusa giuridicamente debole, ma un vizio culturale da cui lo spettacolo italiano deve emanciparsi. Sotto questo punto di vista, la scelta de Rocio Munoz Morales risulta vincente quanto dignitosa. In un'epoca in cui la sofferenza sentimentale viene spesso monetizzata in dirette social o lunghe interviste, l'attrice ha preferito far parlare il suo lavoro, trasformando la laguna di Venezia nel teatro di una ripartenza rigorosa. La dimostrazione che l'unico antidoto efficace allo sciacallaggio mediatico non è inseguire le polemiche, ma lasciarsele alle spalle a colpi di eleganza e compostezza.

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