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Lulù Selassié sulla condanna per stalking a Bortuzzo: “Costruite menzogne a mio danno, il dolore mi ha piegata”

Dopo la condanna per lo stalking a Manuel Bortuzzo di 1 anno e 8 mesi, Lulù Selassié ha rotto il silenzio sui social dopo mesi, affermando di voler continuare a “lottare per la verità”. Poi, il racconto sul “periodo più brutto” della sua vita: “Ogni mattina era una battaglia contro la voglia di sparire”.
A cura di Sara Leombruno
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Questa mattina, Lulù Selassié è stata condannata a 1 anno e 8 mesi per stalking ai danni di Manuel Bortuzzo. L'influencer era stata accusata di averlo perseguitato per mesi, arrivando a minacciarlo di morte se non fosse tornato con lei. Poco fa, su Instagram la sedicente principessa ha rotto il silenzio sulla questione, affermando di voler continuare a "lottare per la verità".

Le parole di Lulù Selassié sulla storia con Manuel Bortuzzo

Da quando è stata accusata di stalking nei confronti del suo ex fidanzato, Lulù Selassié non aveva proferito parola sulla questione. Ha scelto di farlo poco fa, su Instagram, attraverso delle stories, dopo la condanna a 1 anno e 8 mesi arrivata stamattina: "Per troppo tempo ho scelto il silenzio. Ho protetto con discrezione il dolore di essere stata nascosta in una relazione durata tre anni e poi tradita dalla persona che più amavo. Tradita nella fiducia, nella privacy, nella comunicazione e nelle promesse che ci eravamo fatti", ha esordito.

L'ex concorrente del Grande Fratello Vip ha affermato di aver sopportato, per amore, "il peso di calunnie non solo dal mio partner, ma anche da chi ha saputo manipolare la realtà, costruendo menzogne ai miei danni".

Oggi mi trovo di fronte a una condanna che, seppur difficile da affrontare, non spegne la mia determinazione. Cammino a testa alta, consapevole che la giustizia non si esaurisce in un singolo verdetto, ma è un processo in continua evoluzione. E io continuerò a lottare, non solo per la mia verità, ma per la verità assoluta.

"Ho vissuto il periodo più buio della mia vita"

Selassié si è anche scagliata contro la narrazione nei suoi riguardi da parte di alcuni giornali: "Molti degli articoli diffusi in questi mesi sono costruiti con il solo scopo di generare scalpore, senza alcun rispetto per la realtà dei fatti. Questo tipo di disinformazione non solo mina la mia immagine, ma alimenta un meccanismo pericoloso in cui la verità viene sacrificata per il sensazionalismo". Poi, ha parlato di quello che definisce il periodo "più buio della sua vita".

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E ancora: "Il dolore mi ha piegata, mi ha messa in ginocchio, mi ha fatto sentire fragile, piccola, persa. Ogni mattina era una battaglia contro la voglia di sparire, ogni notte era un vortice di pensieri che mi divoravano dall'interno. Eppure, nel buio più totale, qualcosa dentro di me ha continuato a brillare. Un frammento di forza, una scintilla di speranza".

Infine, ha ribadito di sentirsi "a posto con la coscienza": "Voglio ricordare, nel massimo rispetto degli organi giudicanti, che quella che emerge da un'aula di giustizia è la verità processuale. Nel momento in cui accadono episodi simili, la verità assoluta è in mano solo ai protagonisti degli episodi stessi. Da questo punto di visto io sono più che a posto con la mia coscienza e questa notte andrò a dormire tranquilla".

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