Infarto Nanni Moretti, i cardiologi elogiano la sua prontezza: “Ha salvato la sua vita”

La prontezza con cui Nanni Moretti ha riconosciuto i sintomi dell'infarto e la rapidità dei soccorsi hanno probabilmente salvato la vita al regista italiano. È questo il messaggio che emerge dalle dichiarazioni dei cardiologi intervenuti dopo il ricovero d'urgenza avvenuto ieri. Moretti, 70 anni, si trova attualmente presso l'ospedale San Camillo di Roma in condizioni definite "stabili e di umore sereno", secondo quanto riferito da fonti sanitarie.
Il messaggio dei cardiologi italiani
"Nella cura dell'infarto acuto, il tempo è fondamentale: il tempo è vita. Ogni minuto che passa, la situazione peggiora", ha affermato Francesco Saia, presidente della Società Italiana di Cardiologia Interventistica (GISE). "Quello che colpisce in questa vicenda è la rapidità con cui il paziente ha riconosciuto correttamente i sintomi – dolore profondo al torace, al dorso, alle spalle, al collo e alle braccia – ha compreso la gravità della situazione e, dopo pochi minuti dall'arrivo in ospedale, è stato trasportato in cardiologia interventistica, in una sala di emodinamica, per un'angioplastica coronarica". Il caso del regista romano diventa così un esempio importante di come riconoscere tempestivamente i segnali di un infarto possa fare la differenza tra la vita e la morte. Secondo i dati forniti dalla GISE, in Italia si registrano circa 120.000 infarti acuti all'anno, con una mortalità dell'11%.
Il primo infarto lo scorso 2 ottobre
Non è la prima volta che Moretti affronta problemi cardiaci. Lo scorso ottobre aveva già subito un infarto che lo aveva costretto a rinunciare alla presentazione del film "Vittoria" a Napoli. In quell'occasione, dalla sua stanza d'ospedale, aveva rassicurato i presenti: "Mi dispiace non essere lì con voi, ma sto bene. Starò meglio, tornerò presto". E infatti, pochi giorni dopo, era già tornato al suo cinema, il Nuovo Sacher di Roma, per presentare il film. La storia clinica del regista include anche altre patologie serie: trentacinque anni fa era guarito da un linfoma di Hodgkin e nel 2017 aveva rivelato di aver combattuto un secondo tumore, localizzato "in un'altra parte" del corpo, per il quale si era sottoposto a sedute di radioterapia.