Edoardo Leo ingrassato 22 chili per l’ultimo film: “Volevo liberarmi dell’immagine del bel ragazzo”
Edoardo Leo è nel pieno della sua attività artistica, ma superati da poco i 50 anni ha come obiettivo quello di slegarsi dall’immagine di ragazzo delle commedie. Ecco perché l’attore romano sta affrontando un viaggio di riscoperta, un vero e proprio percorso di cambiamento di stile che è anche fisico. Il suo ultimo lavoro, Non sono quello che sono, trasposizione in romanesco dell’Otello di Shakespeare ambientato nei contesti malavitosi di Ostia, lo ha messo alla prova da questo punto di vista.
Oltre tre mesi per prendere peso e un anno per perderlo
“Volevo liberarmi dall’immagine del bel ragazzo con le spalle larghe che fa le foto glamour con lo smoking, volevo disintegrarla”, racconta Edoardo Leo a Il Messaggero, spiegando di aver preso 22 chili per potersi calare nei panni di Jago, trasposizione moderna del personaggio shakespeariano. “Ci sono voluti tre mesi e qualcosa. Prendere 22 chili è stato bellissimo. Ho mangiato pasta a pranzo e cena tutti i giorni. Per perderli se n’è andato un anno, un inferno”, racconta. Era forte l’esigenza di un cambiamento, da un punto di vista fisico quanto professionale. “La trasformazione fa parte del mio mestiere. È bello diventare un altro. Psicologicamente è stato faticoso e doloroso, ma rivedendomi non mi sono riconosciuto, quindi è andata bene”.
L’esigenza di uscire dalla cornice delle commedie
“L’etichetta del bello e simpatico se la ritrovano addosso tutti quelli che hanno successo inevitabilmente”, spiega l’attore. “Non voglio restare confinato nel recinto dorato delle commedie che, sia chiaro, continuo ad amare”, conclude. “Woody Allen dice che il pubblico vuole vedere sempre le stesse cose, ogni tanto per migliorare bisogna avere il coraggio di deluderlo”. Con l’Otello di Shakespeare affronta il tema del femminicidio, trovando una chiave artistica per fare politica. “Nel 2023 finora siamo arrivati a 79 donne ammazzate, quindi viviamo un’emergenza”, spiega l’attore. “In qualche modo ho sempre fatto così: anche nelle commedie più divertenti ho affrontato temi come lavoro, crisi economica, fallimento personale”.