David Schwimmer: “Odiavo la sigla di Friends. Una volta fui aggredito da un gruppo di fan”

David Schwimmer, Ross Geller in Friends, è stato ospite del podcast Making a scene ed ha parlato della fama raggiunta con la serie cult che lo vede protagonista la cui sigla, però, gli ha scatenato spesso forte reazioni. Avendola ascoltata troppe volte, "I'll be there for you" dei The Rembrandts, era diventata un incubo per lui.
Le parole di David Schwimmer
David Schwimmer ha rivelato di non sopportare la sigla di Friends, serie televisiva cult, "I'll be there for you" dei The Rembrandts, perché per un periodo l'ha ascoltata "davvero troppe volte". Ospite del podcast Making a scene, l'attore che nella serie cult interpreta Ross Geller, ha raccontato:
Sarò davvero onesto, c'è stato un periodo in cui anche solo ascoltare la sigla era davvero… uggh. L'avevo sentita così tante volte. Ogni volta che partecipavo a uno show, a un talk show o a un'intervista, quella era la mia canzone d'introduzione. Quindi per un periodo non ho avuto una buona reazione quando la ascoltavo.
Il suo rapporto con la sigla è cambiato da quando suo figlio ha iniziato a vedere l aserie: "Sentivo le sue risate, allora il mio rapporto con la canzone e la serie è cambiato". L'attore ha poi ricordato il momento in cui arrivò la fama che ha stravolto la sua vita. Il regista di Friends, Jim Burrows, prima della messa in onda della serie tv portò il cast al casinò di Las Vegas: "Ci disse "Ricordatevi questo momento, è l'ultima volta in cui camminerete tranquillamente, da anonimi, in questo casinò" ha spiegato David Schwimmer che, una volta diventato famoso, capì cosa volesse dirgli il regista.
L'attore di Friends: "Aggredito dalle fan, mi spaventai"
David Schwimmer ha raccontato che poco dopo il lancio della serie era da solo in aeroporto e fu aggredito da un gruppo di fan. Solo allora capì cosa volesse dire il regista con quelle parole al casinò:
Ero a LAX e stavo cercando di prendere un volo. Non sono uno di quelli che ha un entourage di persone con sé. Io ero lì da solo. Stavo cercando il mio volo e sentii un urlo agghiacciante. Mi spaventai, pensai che qualcuno era stato accoltellato o qualcosa del genere. Un gruppo di ragazze invece mi aggredì. Letteralmente, urlando e afferrandomi. Non mi lasciavano andare, fu terrificante.
L'attore ha raccontato di aver impiegato tanto tempo per abituarsi alla fama: "Avevo tre auto che mi seguivano ovunque io andassi, erano appostate fuori casa. Non avevo mai privacy".