Chiara Ferragni sui femminicidi di Sara Campanella e Ilaria Sula: “Voglio essere libera, dovrebbe essere un inno”

Attraverso un post su Instagram, Chiara Ferragni ha commentato i femminicidi di Sara Campanella e Ilaria Sula. L'imprenditrice digitale ha condiviso alcuni versi della canzone di Giulia Mei, "Voglio essere libera", un brano che rivendica il diritto, per una donna, di poter uscire da sola, decidere cosa indossare e come gestire la sua vita, senza dover temere il giudizio e la violenza di un uomo. A didascalia del post, il commento: "Voglio essere libera. Canzone di Giulia Mei che dovrebbe essere un inno, oggi ed ogni giorno".
Il commento di Chiara Ferragni
Scritta bianca su sfondo nero, Chiara Ferragni ha condiviso i versi del brano della musicista Giulia Mei, dal titolo "Voglio essere libera". Il post arriva in risposta ai femminicidi di Sara Campanella e Ilaria Sula, le due ragazze uccise a poche ore di distanza l'una dall'altra, entrambe 22enni e universitarie fuorisede. Le giovani sono state uccise a coltellate dopo aver detto "no" ai loro assassini, che hanno confessato.
Libera, voglio essere libera
di uscire la sera, tornare da sola
senza la paura persino del tipo
della spazzatura
Di fare un figlio anche a quarant'anni
Di divorziare, poi risposarmi
Amare un uomo con dieci anni di meno
Che mi vuole bene, bene davvero
Fare l'amore, girare un porno
Cambiare letto pure ogni giorno
e di morire come mi pare
non massacrata da un criminale
non dalle pietre di un titolista
Né dalle carte di un penalista
Dai timorati figli di Dio
Che sputano merda e premono invio
Sputano merda e premono invio
A corredo dei versi del brano, Ferragni ha scritto la didascalia: "Voglio essere libera. Canzone di Giulia Mei che dovrebbe essere un inno, oggi ed ogni giorno".
Il femminicidio di Sara Campanella e Ilaria Sula
Ilaria Sula e Sara Campanella sono le ultime due vittime giovanissime di femminicidio. Nel caso della studentessa romana, l’assassino Mark Samson l’ha uccisa dopo averla portata a casa con i genitori in un’altra stanza. L'ha colpita a coltellate e poi messa in una valigia, in una dinamica ripugnante che ricorda quella di Giulia Cecchetin. Campanella, invece, è stata accoltellata a morte a Messina dal suo collega di università, Stefano Argentino di 26 anni.