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Alfonso Signorini ricorda Maurizio Costanzo: “Dura vedere Maria De Filippi così, era come un figlio”

Alfonso Signorini ha voluto ricordare Maurizio Costanzo nel corso dello speciale di Verissimo che Canale5 ha voluto dedicargli. “Non credo volesse avere tutte queste celebrazioni ma le dobbiamo all’uomo e al professionista che è stato”, è stato il suo commento.
A cura di Stefania Rocco
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Canale5 celebra Maurizio Costanzo con una speciale puntata di Verissimo dedicata al conduttore e giornalista scomparso venerdì 24 febbraio a 84 anni. Il primo a ricordarlo nello studio di Silvia Toffanin è stato Alfonso Signorini che conosceva Costanzo da quasi 30 anni. “Credo nessuno si aspettasse un’uscita di scena così in punta di piedi”, ricorda commosso il conduttore del Grande Fratello Vip, “Maurizio pensava spesso alla morte negli ultimi anni. Era diventato non dico credente, perché aveva una posizione critica nei confronti della fede, ma si poneva il problema di cosa ci fosse dietro l’angolo. Adesso sono certo che lo abbia scoperto”. Signorini ha ricordato il primo incontro con Costanzo, organizzato per i 60 anni del giornalista:

Parliamo di 24 anni fa, ero inviato speciale di Chi e il mio direttore mi mandò ad Ansedonia per celebrare i suoi 60 anni. Le premesse erano faticose perché Maurizio non amava le celebrazioni e le feste comandate. Ero sicuro che mi avrebbe accolto con diffidenza ma devo dirti che si era instaurato un rapporto speciale tra di noi. Non si metteva mai in cattedra, Da quella gita ad Ansedonia il rapporto è continuato e Maurizio ha accompagnato tutta la mia carriera. Amava ridere, lui e Maria ridevano molto insieme. Credo che Maurizio e Maria fossero una delle coppie più autentiche tra quelle che frequentano questo mondo, si volevano davvero bene. Maria era molto protettiva, lo trattava come il suo bambino. Lui si perdeva in Maria.

Signorini: “Costanzo e Maria De Filippi avevano puntato sulla qualità del tempo”

Il giornalista ricorda divertito un aneddoto legato al rapporto tra Maurizio e Maria De Filippi: “C’era solo una cosa che li divideva, il gatto. Il gatto di Maurizio non va d’accordo con i cani di Maria, quindi aveva trasformato il suo ufficio ai Parioli per lui. Era un papà straordinario per il suo gatto. Andava in ufficio tutte le mattine per occuparsene. Un’altra cosa che mi faceva molto ridere riguarda il cibo. Maria non voleva che Maurizio mangiasse i dolci e lo teneva a stecco. Lui arrivava a fare cose incredibili pur di mangiarli. Una volta mi chiese di portare via Maria con una scusa ma lei non ci era cascata perché lo conosceva benissimo. Quando li guardavi, capivi che l’amore che vedi nei film esiste sul serio”. Proprio a De Filippi, la sua compagna di vita, è rivolto il pensiero di Alfonso:

È dura vederla così. Loro avevano puntato sulla qualità del tempo. Si frequentavano poco, mia non mancavano mai il pranzo insieme o la domenica insieme. Erano appuntamenti fissi in cui si ritrovavano.

Alfonso Signorini: “Maurizio non avrebbe voluto queste celebrazioni”

Signorini ricorda quindi il periodo della malattia: “Lui aveva saputo che io non ero stato bene e, quando ero già guarito, mi ha chiamato. Mi chiese se avessi avuto paura e se avessi qualche rimpianto. Gli risposi che rimpiangevo di avere buttato via il mio tempo con chi non meritavo, di avere frequentato poco i miei genitori e di avere smesso di suonare. Lui mi chiese di ricominciare a suonare il piano. Quando ci rivedemmo a Roma, mi fece trovare in camerino i notturni di Chopin. Era un uomo di una freschezza, di una contemporaneità eccezionale. Quindici giorni fa gli avevo chiesto di scrivere un pezzo per Chi. Scrisse un pezzo che è in edicola oggi su Chi, lo aveva dedicato ai grandi della televisione. Come se fosse un testamento spirituale. Adesso saranno tutti insieme”. Quindi ha concluso:

Mi sono chiesto come volesse essere ricordato. Non credo volesse tutte queste celebrazioni ma sono doverose. Omaggiamo non solo la persona, il professionista, ma il nostro paese e la nostra cultura. Mi sono sentito in dovere di essere qua oggi con te, è un uomo che si meritava di essere celebrato anche se lui non lo avrebbe amato.

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