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Sabrina Impacciatore: “Scola mi definì l’erede di Monica Vitti. Il mio cuore chiuso per anni, ora c’è uno spiraglio”

Sabrina Impacciatore si è raccontata in un’intervista presentando anche il nuovo ruolo accanto a Viola Davis nel film G20. L’attrice romana, ora di casa in America, non nasconde la sofferenza passata e parlando d’amore dice: “Ora si è aperto uno spiraglio”.
A cura di Ilaria Costabile
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Sabrina Impacciatore sta vivendo una nuova rinascita artistica, dividendosi tra Roma e Los Angeles. L'America è diventata la sua nuova casa, dopo il successo di The White Lotus, ora è tra le protagoniste di G20, un action movie con Viola Davis. In un'intervista a Repubblica, l'interprete si racconta parlando dei suoi nuovi progetti, della sofferenza attraversata in anni in cui sembrava non ci fossero possibilità di crescita professionale e, infine, dell'amore.

Sabrina Impacciatore e nel film con Viola Davis

L'hanno scelta per questo nuovo ruolo, nel quale la vedremo dal 10 aprile su Prime Video, senza nemmeno il provino e dopo averla vista in The White Lotus: "Volevo lavorare con Viola David e non avevo mai fatto un film d’azione. I tre mesi in Sudafrica sono stati un’esperienza epifania, che ha cambiato la vita" racconta l'attrice che, poi, rivela anche una chicca aggiunta durante le riprese e non presente in scrittura:

La scena in cui tolgo le scarpe in un momento clou. Volevo mostrare un tratto umano e strappare una risata. Ho supplicato la regista, mi ha dato un take e alle proiezioni test il pubblico si sganascia.

L'esperienza in Sudafrica, in cui per mesi ha girato G20, è stata significativa per lei, ma le ha aperto anche gli occhi: "Vorrei vivere la mia vita in un mondo metà bianco e metà nero. La sera, prima di andare a letto in Sudafrica, abbracciavo chi veniva a portarmi la cena o il latte, mi sono abbracciata tutto l’hotel. Il razzismo è universale, una malattia del mondo". 

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La rinascita americana

La permanenza in America ha rappresentato una rinascita, un nuovo modo di mettersi alla prova, di misurarsi con nuovi approcci cinematografici e non solo. Quando è tornata in Italia, infatti, il legame con l'America è sempre stato vivo:

In questo momento in America, tutto è un dono del cielo. Sono tornata a Natale da Los Angeles, dopo sei mesi in cui ho girato lo spin-off della serie The Office. Il creatore è lo stesso, Greg Daniels. Sono la protagonista, con Domhnall Gleeson. Quando sono scoppiati gli incendi a Los Angeles ero tornata a Roma e Daniels mi scriveva “sono giorni tristi. Meno male che siamo al montaggio e ci fai morire dal ridere.

Nel frattempo non sono mancati incontri con grandi nomi hollywoodiani: "Tanti. Anne Hathaway mi ferma a colazione, Laura Dern mi abbraccia nella cucina di una festa. Sharon Stone, Jodie Foster…Elton John mi chiede di parlare al suo farla di fondi per l’Aids. Ma troneggia Al Pacino". Impacciatore racconta di essersi trovata seduta al suo fianco in un ristorante: "Quando si alza per pagare il conto, il mio corpo va da solo verso di lui. Mi inginocchio: “Maestro, grazie”. Si inginocchia anche lui e mi abbracci per tre minuti".

La sofferenza patita e l'amore ritrovato

Eppure, l'attrice romana ha sempre lottato con il riconoscimento, sebbene negli anni non siano mancate le voci di chi in lei aveva scorto un talento: "Ettore Scola Mi definì l’erede di Monica Vitti. Boncompagni disse ai miei che ero la nuova Carrà. A Mike White il regista di The White Lotus ricordavo Anna Magnani". Se dovesse ripercorrere a ritroso i suoi trascorsi non negherebbe di aver affrontato non poche difficoltà: "Tutta la vita. Una funambola sul punto di precipitare. Se guardo alla sofferenza che ho attraversato, mi pare che l’universo, o Dio, abbiano detto “Diamole una carezza". A farla soffrire, principalmente una cosa:

Il rifiuto continuo: non abbastanza bella, personalità troppo forte. Cinque anni fa dissero: “Non potrai più lavorare, sei troppo avanti con l’età”. Mi sentivo intrappolata in un bicchiere, con nessuno che ascoltava le mie urla. Mi ha salvata l’ossessione per la recitazione. Vent’anni con almeno sei terapeuti diversi, due sciamani. Ho imparato ad accogliere tutto ciò che la vita mi mette davanti. E ho realizzato che le mi iniziali dicono “si”. Oggi penso: qualsiasi cosa accada, so che tutto questo è successo.

Parlando d'amore, invece, l'attrice non si sbilancia e dice: "Il mio cuore è rimasto chiuso per quattro anni. Sono stata sola e libera. Ora sei è aperto uno spiraglio".

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