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Robbie Williams: “Mi sono sempre sentito oppresso, essere famosi è una grande mer*a”

Robbie Williams è pronto a festeggiare 25 anni di carriera: la gran parte di questi anni però li ha vissuti tormentati dal senso di perdizione e oppressione causati dall’enorme successo. “Diventare famoso è stato una grande mer*a”.
A cura di Gaia Martino
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Robbie Williams celebra 25 anni di carriera e partirà dall'Italia, da Bologna precisamente, per festeggiare insieme ai suoi fan il traguardo. Per la star del pop inglese, che ha raggiunto il successo prima con i Take That poi da solista, la gran parte di questi anni sono stati tormentati dai problemi mentali che a volte lo hanno portato a combattere anche con la morte. Al Corriere ha parlato del quarto di secolo vissuto tra musica, successo e depressione.

Le parole di Robbie Williams

"È bello essere in un momento della mia vita in cui posso prendermi del tempo per respirare e dirmi "beh, che cavolo. Ben fatto"": Robbie William sembra aver superato l'acme della sua carriera e in un'intervista al Corriere ha confessato di meritare i complimenti per il traguardo raggiunto. "La sensazione è che in questo momento non mi devo preoccupare di essere irrilevante e quindi è un’ottima cosa. Direi che in questo periodo è bello essere me" ha spiegato, ricordando del periodo in cui si trovava costantemente a disagio, oppresso dalla fama.

Mi sono sentito perso per la maggior parte del tempo e i miei pensieri sono stati perlopiù “tutto questo è troppo opprimente. Perché mi sento così? Come faccio a smettere? Dove mi trovo? Madre aiutami”. Direi che mi sono sentito così per 20 di questi 25 anni.

Alla domanda su "come se ne viene fuori?", l'artista ha rivelato di aver imparato a conviverci. La difficoltà maggiore è stata quella di ritrovarsi con dei problemi mentali facendo parte dell'industria musicale "che a sua volta ti provoca problemi mentali". "Se avessi fatto il falegname, avrei comunque avuto problemi mentali, ma probabilmente quel settore non è così intenso come passare la vita sotto i riflettori".

Il rapporto con la fama

L'artista britannico per anni sulla cresta dell'onda ed esempio assoluto di popstar, ha raccontato che il momento più bello dei suoi inizi risale a quando scoprì che sarebbe entrato a far parte dei Take That. "Mi sono detto "oddio diventerò famoso". Non c'è stato più un momento in cui mi sia sentito meglio. Poi sono diventato famoso ed è stato una grande mer*a". Williams ha spiegato che l'idea di diventare famosi era così liberatoria e affascinante, molto più dell'esserlo in sé. Se pensa al miglior momento della sua carriera però non sa dare risposta: "Non so dove ero o quando è stato che mi sono sentito alle stelle, ma so che è successo, so che molte persone hanno scelto di dirmi che ho fatto un buon lavoro e ancora scelgono di dirmelo, amandomi quando sono sul palco, e ciò fa sentire molto potenti, è bellissimo". Altrettante persone però gli confessano di odiarlo, disprezzando tutto il suo lavoro: "Mi piace però pensare che il primo aspetto possa prevalere sull'altro".

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