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Patrizia Pellegrino: “Valeria Marini è aggressiva nei miei confronti. Amo Meloni, ma sui diritti LGBT meglio Schlein”

Patrizia Pellegrino rivela a Fanpage.it il dietro le quinte dello scontro con Valeria Marini e le scuse dopo l’episodio del mango: “Non capisco perché sia partita contro di me fin dall’inizio, forse è una strategia”. Apre il cuore sulla spiritualità che l’ha sostenuta nei momenti più bui ed è schietta anche in politica: “Amo la Meloni, ma sui diritti LGBT meglio Elly Schlein”.
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Sotto i riflettori di Ne Vedremo delle Belle si nascondono storie, rivalità e sorprese che il pubblico può solo intuire. Abbiamo incontrato Patrizia Pellegrino, la showgirl napoletana che nella prima puntata del talent di Carlo Conti si è ritrovata in fondo alla classifica, ma con un sorriso che racconta molto più di quanto si possa immaginare.

Con la schiettezza che l'ha sempre contraddistinta, Patrizia racconta a Fanpage.it le tensione con Valeria Marini: "Lei mi ha chiesto scusa e io ho accettato, perché si è comportata male con me. Non capisco perché ha deciso di puntarmi, forse è una sorta di strategia". Patrizia Pellegrino ha raccontato che, dopo l'ultimo posto in classifica, la sua avventura comincia adesso e di essere pronta a mostrare il suo lato spiritoso e inedito al pubblico.

La forza trovata per superare grandi dolori, come la perdita di un figlio e di un fratello: "Con la positività e la forza d’animo trovi sempre qualcosa di bello il giorno dopo". E la politica, con una visione sorprendentemente bipartisan: "Leggo almeno due giornali al giorno, mi piace informarmi e penso che Giorgia Meloni mi piace perché ha forza e carisma. L'unica cosa che critico è la chisura verso i diritti LGBT. Su questo sono più vicina a Elly Schlein". 

Il cast completo di Ne vedremo delle belle.
Il cast completo di Ne vedremo delle belle.

Dopo la prima puntata, sei finita in fondo alla classifica. Si potrebbe dire che la tua avventura riparte questa sera. Come ti sei vista all'esordio?

La mia avventura deve ancora cominciare, in un certo senso, ma devi sapere che non ho intrapreso questa sfida per battere le mie colleghe o vincere a tutti i costi. Nella vita bisogna saper cogliere l’ironia e il gioco. Io affronto tutto con autoironia: a volte ci riesco, a volte no, ma sono una persona giocosa e mi prendo spesso in giro. Guardandomi dall’esterno, come mi chiedi tu, penso di essermela cavata benissimo. Sono stata me stessa, mi sono divertita, non ho avuto problemi a stare sul palco. Anzi, quell’abbraccio a Ceccherini lo rifarei mille volte: fa parte del mio essere Patrizia. Sono aperta, gioviale, se qualcuno mi fa un complimento lo abbraccio subito. Credo che gli autori vogliano semplicità, autoironia e gioco, e da me avranno tutto questo.

Gli autori vogliono sicuramente anche un po’ di “conflitto”.

La competizione con le mie colleghe è solo sul campo, non fuori: le rispetto profondamente tutte. Le conosco da quando ero ragazzina e non cambierei mai questa linea di rispetto verso ogni tipo di donna.

Abbiamo visto la scena del mango. Cosa è successo con Valeria Marini?

Nulla di particolare. Quello che non mi piace in generale è il modo a volte aggressivo e inappropriato di Valeria di esprimersi contro di me. Gliel’ho detto chiaro e tondo, e nella puntata di questa sera vedremo tutto molto meglio di questo piccolo scontro che c’è stato tra noi. Lei mi ha chiesto scusa e io ho accettato, perché si è comportata male con me. Ma anche lì, dopo le scuse, mi sono fatta una risata: ho capito che lei è così. Valeria vive sul principio “parlate bene o male, purché se ne parli”, e in parte sono d’accordo, ma dall’altra questo atteggiamento può istigare a pensare male di lei. Io, che amo il pubblico perché faccio teatro, non voglio giocare su questo. Rispetto il pubblico da sempre, soprattutto negli ultimi anni della mia carriera, e me lo guadagno persona per persona, col sudore della fronte.

Alla fine della prima puntata, hai reagito meglio tu all’ultimo posto che Valeria Marini per il suo settimo posto.

Sinceramente non ci faccio caso. Non mi interessa la classifica, mi interessa arrivare al cuore della gente. Potrei restare ultima tutte e cinque le puntate e sarei comunque felice di essere lì a dare il mio meglio. Devo ammettere, però, che sono più forte nel canto. Se mi faranno cantare, lo dimostrerò: ho lavorato con Ivan Lazzara prima del programma per prepararmi al teatro, e ora con Dada Loi, la coach di Tale e Quale. Sono arrivata pronta per il canto, più che per il ballo. Questi balletti da ragazzina non li faccio da anni, e con la schiena a pezzi è dura, ma me la cavo con un po’ di pilates.

La prova dell'intervista
La prova dell'intervista

Hai detto che ai tempi di Club 92 con Gigi Proietti eri un’attrice, mentre Valeria era tra il pubblico a chiedere consigli. Forse lì è nato qualche attrito?

Non ho detto nulla di male. Mi hanno chiesto quando ho conosciuto Valeria e ho detto la verità: “L’ho conosciuta che era una ragazzina bellissima, stupenda. Subito dopo, Gigi Proietti l’ha notata per Il Bagaglino grazie alla sua bellezza dirompente”. È diventata la Valeria che tutti conosciamo, con una carriera lunghissima e bellissima. Ha lavorato con Sordi, ha fatto gavetta in Spagna, è una figura internazionale. Tra queste dieci showgirl, forse è la prima a meritarsi tutto questo. Che mi attacchi, però, non mi sembra corretto. Io ho un percorso diverso, fatto di teatro in Italia, ma questo non giustifica la sua invidia o i suoi attacchi. Non capisco perché sia partita contro di me fin dall’inizio, forse è una strategia.

Le coreografie sembrano impegnative. Come ti trovi rispetto alle altre concorrenti?

I coreografi del programma vanno giù duro! Alcune colleghe, come Matilde Brandi e Lorenza Mario, sono professioniste del ballo, irraggiungibili per me. Io punto sull’autoironia, sul canto e sul mio essere un’artista completa. Faccio teatro, canto, e sì, posso fare qualche mossetta, ma non sono al loro livello.

A proposito di teatro, continui a essere in scena, ti dividi tra il palco e le presentazioni del tuo libro.

Recentemente ho debuttato da sola con uno spettacolo di un’ora e quaranta, Ho scelto di sorridere – Manuale di sopravvivenza per donne di ogni età, insieme al grande musicista napoletano Ciro Barbato. In scena racconto le persone più importanti della mia vita – da Alberto di Monaco ai miei genitori, dai miei figli ai miei ex mariti, Pietro e Stefano – con sagome e il pianoforte. Parlo delle cose belle e anche di quelle brutte, come la perdita di mio figlio. È stato così soddisfacente far ridere, cantare in napoletano, commuovere il pubblico per tutto quel tempo. E poi ricevere la notizia di far parte di questo cast è stato un regalo troppo bello per non giocarmelo al meglio.

Hai perso un figlio, un fratello, hai cresciuto con fatica tua figlia: come riesci a non perdere il sorriso in un lavoro che richiede di mostrarsi sempre felici?

Ho scoperto il valore del sorriso. Nel mio libro Ho scelto di sorridere, che ha venduto oltre 3000 copie ed è stato tra i bestseller di Amazon per più di un anno, racconto come sono sopravvissuta a queste tragedie. Non è perché sono sciocca, ma perché con la positività e la forza d’animo trovi sempre qualcosa di bello il giorno dopo. In quei momenti c’è depressione totale – ho dovuto curarmi anche con medicine – ma poi, quando ti senti di nuovo forte e speranzosa, arrivano cose belle. Come diciamo a Napoli, “ha da passà ‘a nuttata”.

Chi ti è stato vicino in quei momenti difficili?

Sicuramente mio padre, perso sette anni fa, è stato l’angelo della mia vita. Ma anche me stessa: ho trovato forza in piccole cose. Ad esempio, quando è morto mio figlio Riccardo, mio marito mi aveva regalato un bonsai. Il giorno in cui mi disse che Riccardo era volato in cielo, su quel bonsai è spuntato un fiore bianco gigantesco, un miracolo per un bonsai che fiorisce ogni dieci anni. L’ho preso come un segno, sono andata a ringraziare la Madonna nella cappella della clinica. Credo negli angeli: mio padre, mio fratello e Riccardo sono con me. Parlo con loro, sento la loro presenza nei segni, come una luce che si accende o una musica improvvisa sul telefono. Prego tutti i giorni, credo in Dio e nella Madonna: mi hanno aiutato a non impazzire.

È raro trovare una spiritualità così sentita nel mondo dello spettacolo.

Credo nella bontà, nella generosità, nell’onestà morale. Per conquistare il cuore dei telespettatori oggi, con una televisione che non funziona più, devi essere vera, come loro. Rispondo a tutti i miei follower su Instagram, ho un rapporto diretto con chi mi segue. Non invecchio dentro: le rughe ci sono, il collo non è più quello di quando avevo 20 anni, ma chi se ne frega? L’importante è essere viva, respirare, vedere il sole, tornare a Napoli che mi manca da morire.

Non vivi più a Napoli da tempo, vero? Dove sei ora?

Da 40 anni vivo a Roma. Mi manca Napoli, ma tra teatro e televisione non riesco a tornarci. Per Pasqua, però, andrò a Sorrento.

Sei nata a Torre Annunziata, come Stefano De Martino e De Laurentiis. È l’aria di lì che fa bene allo spettacolo?

Orgogliosamente di Torre Annunziata! L’aria di lì fa bene, sì. Tra l’altro, De Laurentiis corteggiava mia mamma, che era bellissima. Scherzo sempre dicendo che potevo diventare una diva internazionale! Su Stefano De Martino penso sia una stella vera: sincero, pulito, onesto. Sa conquistare il pubblico e lo sta dimostrando.

A Valeria Marini ho chiesto delle simpatie politiche e ha parlato di Giorgia Meloni. Tu in passato hai fatto dichiarazioni pro-Berlusconi.

Non mi piace parlare di politica, non è il mio lavoro e non voglio espormi. Però ti dico che Giorgia Meloni mi piace da morire per la sua “cazzutaggine”, la sua forza, il suo carisma. È vicina al paese reale. L’unica cosa che critico è la chiusura verso gli omosessuali: credo che abbiano gli stessi diritti degli etero, non c’è differenza. Su questo sono più vicina a Elly Schlein, aperta ai giovani e a tutti, gay ed etero. Ma Giorgia mi piace. Io leggo ogni mattina almeno due giornali. Seguo molte delle sue cose, ma siamo nel 2025 e dobbiamo pensare che siamo tutti uguali. Il sesso non conta, contano i valori umani e il rispetto.

Se dovessi lanciare un appello ai lettori di Fanpage.it per seguirti nel programma?

Guardate Ne Vedremo delle Belle, perché succederà di tutto! Ho voglia di farvi sentire il mio carisma, soprattutto quando canto. Spero vi piaccia questa Patrizia pazza, un’anima candida di ragazzina che, nonostante i colpi della vita, è rimasta sempre sé stessa. Non chiamatemi vecchia: dentro sono una ventenne!

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