Luca Napolitano oggi: “Scrivo musica, dopo Amici tutto in salita. Grazie a Scanu e Carone ho voglia di tornare in Tv”

Luca Napolitano ha partecipato ad Amici 2008. Nella sua edizione, i concorrenti erano divisi in due squadre, la blu e la bianca. Per il canto, il professori erano Fabrizio Palma, Luca Jurman, Gabriella Scalise e Grazia Di Michele. L'autotune non c'era e si investiva sul "belcanto": da allora, il talent è molto cambiato e così anche lui, ma continua a lavorare nel mondo della musica come scrittore, insegnante e produttore. A Fanpage, l'artista napoletano racconta le difficoltà del suo percorso dopo il programma e la fine della storia con Alice Bellagamba. Su Pierdavide Carone e Valerio Scanu: "Mi hanno fatto capire che non bisogna avere paura di rimettersi in gioco, sto pensando di tornare in Tv".
Cosa è successo dopo la fine del tuo percorso nel talent?
Il vero lavoro comincia quando finisce il programma, da lì è tutto in salita, soprattutto se non si ha un progetto solido alle spalle. Dopo il talent ho firmato un contratto con la Warner Music e ho pubblicato diversi album, sono stato in tour. Poi, ho avuto esperienze con altre etichette indipendenti.
Quindi sei rimasto nel mondo della musica?
Sì, ci sono stati periodi in cui mi sono dedicato all'insegnamento, alla scrittura e alla produzione di musica per altri artisti. Nel frattempo sono cresciuto, maturato, sia fisicamente che artisticamente. Non ho mai avuto bisogno di fare altri lavori, ho vissuto di questo.
Hai mai avuto l'opportunità di tornare in Tv?
In verità, ci ho pensato molto, ma ho avuto paura di rimettermi in gioco. Un conto è fare un'esperienza simile a vent'anni, quando si ha una spensieratezza e un coraggio diversi, un conto è farlo ora, che di anni ne ho trentotto. Una batosta presa in quegli anni pesa molto meno, ho voluto tutelarmi.
Una scelta diversa rispetto a quello di Pierdavide Carone e Valerio Scanu, che quest'anno hanno partecipato a Ora o mai più.
Ho sentito Pierdavide di recente, gli ho fatto i complimenti per il suo percorso. Mi ha detto: "Adesso tocca a te". Anche con Valerio ogni tanto ci sentiamo, sono contento per loro e, in realtà, grazie a loro ho capito che non bisogna avere paura di rimettersi in gioco.

Ai tempi del talent, però, tra te e Valerio c'era stato qualche attrito.
Sì, ma era dettato solo dal contesto, dal fatto che fossimo in due squadre diverse. Ci siamo amati e odiati, ma solo perché in realtà ci stimavamo a vicenda. Io e lui siamo due artisti diversi, io punto più sull'emotività, lui sulla tecnica.
Lui si è schierato spesso contro l'uso dell'autotune. Come ti poni tu, riguardo a questo tema?
Sbaglia i modi forse, ma dice cose giuste. La musica sta prendendo una piega molto più leggera e noi che veniamo da un altro background musicale lo notiamo tanto. È chiaro che se ti ritrovi un artista come Tony Effe a Sanremo, che stona nonostante l'uso dell'autotune, come lui stesso ha ammesso, ti viene da chiederti come sia possibile che si trovi lì. Ad ogni modo, c'è da riconoscergli di saper arrivare al pubblico, nonostante le carenze tecniche, e questa è una qualità importante per un artista.
Com'è il tuo rapporto con Pierdavide Carone, invece?
Con lui, è stato amore a prima vista. Ci siamo conosciuti tramite la sua fidanzata dell'epoca, Grazia Striano, che era una ballerina ad Amici. Loro ebbero un percorso simile a quello mio e di Alice Bellagamba e per questo ci siamo subito trovati. Qualche anno fa, ho anche vissuto per un periodo a casa sua, a Milano.
Oggi, ad Amici, le storie d’amore tra i concorrenti rientrano tra gli aspetti più attenzionati dai fan. Vedi una differenza rispetto al modo in cui venivano gestite nella tua edizione?
Oltre che possedere un ottimo orecchio musicale, Maria è una grande imprenditrice e sa intercettare le cose che interessano al pubblico. Ha adattato il format in base alle esigenze degli spettatori, ma i concorrenti dovrebbero tenere presente che il gossip può dare visibilità, ma può anche toglierla, perché la gente comincia a seguirti per motivi che prescindono dall'arte. Il rischio è che diventi conosciuto per la storia e non per quello che sai davvero fare.
Credi che a te e ad Alice Bellagamba, con cui hai avuto una relazione nel programma, sia successa una cosa simile?
Assolutamente sì, i giornali erano più interessati a sapere dove avremmo passato il Natale che le cose su cui stavamo lavorando. Eravamo solo dei ragazzi, era chiaro che non avremmo saputo gestire una situazione del genere. Ci siamo trovati a vivere contemporaneamente un percorso artistico e a provare un sentimento reale, non abbiamo saputo scindere le due cose. Tony Effe e Giulia De Lellis, ad esempio, si stanno muovendo in modo diverso, perché hanno capito che conviene. La coppia, se non è solida, con un'esposizione così alta, crolla.
Oggi siete ancora in contatto?
Ci siamo sentiti di recente, le ho mandato un messaggio di congratulazioni per la sua maternità, ogni tanto ci scriviamo per gli auguri. Non siamo amici, ma il bene e la stima rimane per sempre.
Credi che Amici fornisca una formazione adeguata agli aspiranti cantanti?
Amici ti insegna a rapportarti con le telecamere e poi dopo con la musica. Ti dà le basi per il primo approccio al microfono, al palco, ma il contesto televisivo in cui si inserisce presuppone la presenza di un pubblico, che molte volte è interessato a conoscere soprattutto la storia che si cela dietro l'artista.
Credi che il livello generale degli allievi si sia alzato, rispetto alle edizioni precedenti?
Sì, da un punto di vista creativo, non da quello tecnico. Oggi, purtroppo, ci si approccia con meno cura, meno esattezza alla musica. Prima c'era più studio, l'artista si chiudeva nella sua stanza e lavorava, si metteva in discussione. Oggi si tende a pensare: "Se suona/canta/scrive lui, posso farlo anch'io". Secondo me, invece, è importante capire quando bisogna stare in panchina e quando si è in grado di giocare da titolare.
Cosa pensi di Rudy Zerbi, Lorella Cuccarini e Anna Pettinelli, i professori attuali della categoria canto?
Credo che in loro ci sia un po' di ipocrisia, sanno di essere personaggi televisivi e quindi cercano di creare polemica, anche dove non c'è. Zerbi ha detto spesso cose che poi si è rimangiato, ho trovato molta incoerenza nei suoi comportamenti, soprattutto per la sua posizione riguardo l'uso dell'autotune. Tra l'altro, lui ha sempre dato peso all'emozione che un artista è in grado di trasmettere, ma a un certo punto ha iniziato a dare risalto alla tecnica, fa un po' come gli pare. Non è giusto.

Preferivi Grazia di Michele, che al tempo era la tua insegnante?
L'ho sempre trovata molto coerente, ha sempre premiato l'emotività di un artista, piuttosto che la perfezione tecnica o la capacità scenica. Io sono d'accordo con questa visione, la musica italiana è famosa in tutto il mondo proprio per questo, e invece stiamo andando nella direzione opposta. La musica italiana che viene esportata è quella de Il Volo, non quella di Elodie, ad esempio. Perché di artiste come Elodie, in America, ce ne sono milioni.
Come vedi il futuro della tua carriera?
Lo vedo nella scrittura, mi piace mettere a disposizione degli altri la mia esperienza e la mia conoscenza. Sto lavorando anche a un nuovo album, ma prima di pubblicarlo devo essere sicuro di poter mettere in piedi un progetto autentico.