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Yari Carrisi: “Ho sentito mia sorella Ylenia attraverso un pezzo su Youtube. Era come se mi chiedesse scusa”

Ospite a Verissimo, Yari ha parlato della sorella Ylenia: “Sono andato un’ultima volta a New Orleans per cercarla dopo il Covid. È stato come si avesse parlato attraverso un brano su Youtube”.
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Yari Carrisi è stato uno degli ospiti della puntata di Verissimo di sabato 5 aprile. Tra i temi, non poteva mancare quello relativo alla sparizione di sua sorella, Ylenia Carrisi. "Quando passano tanti anni inizi a fartene una ragione", ha spiegato. E poi ha ricordato: "Abbiamo fatto dei viaggi incredibili insieme. È stata lei a insegnarmi di andare in giro per il mondo da solo, col sacco".

L'ultimo viaggio per trovarla

Dopo il periodo del Covid, Yari Carrisi è andato un'ultima volta a New Orleans perché un'amica gli inviò la foto di un quadro esposto in un museo che somigliava proprio a lei: "C'era un quadro di una ragazza che le assomigliava tantissimo. Pensavo che potesse essere veramente un quadro di Ylenia e ho detto: ora faccio un viaggio per capire, questo sarà l'ultimo. Poi ho scoperto che il quadro era stato dipinto negli anni '60". Poi ha avuto un segno:

Ho parlato con gente che conosceva la sua storia. Sono andato nel punto dove dicevano che una ragazza si era lanciata nel fiume. Andai in albergo, uscì fuori un pezzo dal mio telefono. Mentre lo sentivo, mi sembrava quasi che mi stesse parlando grazie a quel pezzo. Andai a fare una ricerca per approfondire il tema e la foto di quel pezzo, che era su Youtube, era una mano che usciva dall'acqua. Fu come se lei davvero mi stesse parlando attraverso quella canzone. Era come se mi stesse chiedendo scusa.

Sulla madre Romina Power: "Mamma la cerca ancora, giustamente. Potrebbe essere ancora in giro, c'è gente che sparisce per trenta, quarant'anni e poi ritorna. Lei, essendo avventuriera, sapeva adattarsi e sapeva autogestirsi, chissà. Papà? Ogni tanto spara delle frasi. Che c'è bisogno di uno psicologo per capirle. Se non fosse sparita, non si sarebbero lasciati, questo è sicuro. Ma chi lo sa". 

Il racconto della sua New York

Yari Carrisi ha raccontato poi di essersi trasferito a New York e di essere stato il vicino di casa di Allen Ginsberg, il padre della beat generation. Un racconto fantastico fatto di volti che hanno cambiato la storia della letteratura, dell'arte, della musica.

Io ho cercato di continuare a fare quello che lei ha iniziato. Mi capitano cose magiche nella vita. Ero a Boston, Sean Lennon e Yoko Ono mi invitarono a un loro concerto e mi spinsero ad andare a New York. Il primo giorno, cosa impossibile, ho trovato un appartamento perfetto per me. E mi sono trasferito immediatamente. Il mio vicino di casa era Allen Ginsberg. Che era l'amico storico di Jack Kerouac, lo scrittore che Ylenia aveva in tasca quando è partita. Erano i due amici, loro con William Burroughs, che avevano creato la beat generation. I Beatles si chiamano così per la Beat Generation. Attraversavo il corridoio e c'erano Johnny Depp, Paul McCartney, Bono. Non li conoscevo, io ero timidissimo.

Resta invece molto sulle sue quando si deve parlare di amore: "L'amore? Conviene tenerlo privato. L'ho capito vedendo i miei genitori. C'è sempre l'amore. È difficile, dirlo, parlartene. C'era una situazione molto carina, però ci hanno messo i bastoni tra le ruote. È ancora delicata, al momento giusto te la presenterò". 

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