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Luca Sardella: “Liberai Baudo dalle formiche e lui mi invitò in tv. Per La prova del cuoco volevano me, ma rifiutai”

Luca Sardella si racconta in un’intervista in cui ripercorre le varie fasi della sua carriera, dagli inizi nella musica fino alla tv in cui si è sempre occupato della sua grande passione: la natura e le piante.
A cura di Ilaria Costabile
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Luca Sardella si è raccontato in una lunga intervista al Corriere, nella quale ha parlato degli inizi del suo lavoro in tv, della passione per la musica che da sempre lo accompagna e che va di pari passo con quella per la natura e le piante che, di fatto, lo ha portato ad essere uno dei volti più conosciuti del piccolo schermo. Alla testata racconta anche come è nato uno dei suoi segni distintivi, la coppola, spiegando che fu Pippo Baudo a consigliargliela: "Ero all’inizio della mia carriera e lui mi disse che avrei dovuto pensare a un look che mi rendesse subito riconoscibile. E così è nata la coppoletta". 

Il ricordo della sua famiglia

La coppola, ormai, è diventato un accessorio indispensabile: "Ne ho 358, perché due le ho regalate. E ogni cappellino è abbinato a una camicia della stessa stoffa. È la mia divisa, tolgo il cappello solo la domenica, quando vado in chiesa" racconta Sardella, che poi si immerge nel passato, ricordando i suoi genitori:

Sono nato in una famiglia povera, in cui sono stato cresciuto con tanto amore, anche se la nostra sola ricchezza era quella interiore. Vivevamo tutti in una stanza e quando pioveva, entrava l’acqua, la dovevamo buttare fuori con il secchio. Da bambino cantavo le canzoni di Celentano e raccoglievo i semi che la gente buttava dai balconi, poi li trapiantavo. Mio padre voleva che diventassi un cantante, mia madre un agronomo. Ricordo bene che, un giorno, sono salito su una sedia e ho detto loro: state tranquilli, farò tutte e due le cose. Speravo di iniziare una carriera musicale, ma anche allora, avevo al tempo stesso il sogno di diventare il custode della natura, il botanico del mondo

Gli inizi nel mondo della musica e l'arrivo in tv

Dalla Puglia è partito per Milano in cerca di fortuna: "La prima notte l’ho passata con un senzatetto che si era mostrato molto gentile con me. Non ero triste, volevo raggiungere i miei obiettivi". Iniziò a lavorare per una concessionaria di auto e intanto si presentava nelle case discografiche: "Mi proposero di fare il Cantaveneto. Nel 1980 ho inciso Mi rode, mi scoppia, il primo reggae italiano". Ma l'approdo in tv avvenne grazie a Pippo Baudo:

L’ho conosciuto durante quegli eventi musicali: dietro le quinte sentivo che si lamentava perché a casa sua aveva un problema di formiche. Così ho preso coraggio e gli ho detto: avvocato, io potrei risolverlo. Lui, dopo avermi guardato con un po’ di curiosità, mi aveva detto di andare a trovarlo a Morlupo. Mi venne a prendere in motorino e, con dei prodotti naturali, feci sparire le formiche. Da qual momento mi propose di andare ospite nelle sue trasmissioni, ma a un patto: non avrei mai dovuto lasciare il mondo delle piante. Aveva ragione.

Iniziò così la sua carriera televisiva, dando vita a trasmissioni che sono entrate nell'immaginario comune, come ad esempio La vecchia fattoria, che per lungo tempo è stata un successo. Ma gli proposero anche La prova del cuoco: "Mi chiamò Agostino Saccà. Forse ho sbagliato a dire no, ma a me piaceva la mia trasmissione, dove facevo già gare di cucina, tra l’altro". 

Luca Sardella e la figlia Daniela, fonte Instagram
Luca Sardella e la figlia Daniela, fonte Instagram

I programmi con la figlia Daniela e l'incontro con Michael Jackson

Da qualche anno, ormai, in tv appare con sua figlia Daniela: "Lei è una avvocata, criminologa, ma innamoratissima di quello che faccio. Ha quindi studiato anche diritto ambientale, sono orgoglioso di lei", insieme conducono in Rai un programma dal nome Green Lovers: "Parliamo molto con i giovani e di giovani e regaliamo bombe di semi di fiori, idea di un filosofo giapponese contro l’eccessiva urbanizzazione". Tra l'altro, grazie a sua figlia, ha potuto anche conoscere Michael Jackson:

Mia figlia faceva parte del fan club italiano più importante, era in contatto con lui. Era venuta a sapere che voleva costruire una parete di piante spettacolare a Neverland ma non riusciva, così lei gli aveva detto che suo papà era un medico delle piante. Ho realizzato lì un muro di limoni rampicanti bellissimo, da cui spuntavano delle fragole. Lui ne era entusiasta e per ringraziare aveva dato a mia figlia alcune sue canzoni inedite, ma per rispetto non le renderemo note mai.

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