Feci di colombi sul sistema di ventilazione dell’ospedale: morto un bambino per infezione
Un bambino è morto dopo aver contratto una infezione derivante dal contatto per via aerea con le feci di colombo mentre era ricoverato in ospedale. È successo a Glasgow, in Scozia, dove è scoppiata una vera e propria emergenza sanitaria. Una commissione è stata istituita per indagare meglio sulla vicenda. Il decesso si è verificato quando la vittima si trovava al Queen Elizabeth University Hospital. Un altro caso sospetto, registrato lo scorso mese di dicembre, non sarebbe invece collegato a questa patologia. A quanto pare, come riporta l'emittente inglese BBC, tracce di escrementi del volatile sarebbero stati trovati in un'area non pubblica, dove ci sono solo dei macchinari, e lontano dai reparti, prima che queste venissero rimosse. Ma il ministero della Salute chiede che sia fatta maggiore chiarezza sul caso.
La vittima, di cui non sono state rese note le generalità per motivi di privacy, sarebbe deceduta dopo aver contratto il Cryptococcus neoformans, un fungo patogeno presente sia in piante che animali, e che si ritrova facilmente nel terreno arricchito da feci di piccione. Dopo che la notizia della morte legata all'infezione si è diffusa, molti altri pazienti si sono fatti avanti per denunciare quanto gli era capitato. Tra questi c'è Sophie Fyffe, 41 anni, che si è detta preoccupata che anche il marito Graeme, 43 anni, che ha la sclerosi multipla e che è stato ricoverato in ospedale per una risonanza magnetica, potesse ammalarsi della stessa patologia. "Nove mesi fa avevo detto alla segretaria del nosocomio che mi spaventava la quantità di feci di colombo depositate sui sistemi di ventilazione. Ma lei mi disse che non avrei avuto nulla di cui preoccuparmi". La commissione sanitaria ha intanto fatto sapere che le operazioni di messa in sicurezza sono in corso e che il team di manutenzione sta lavorando per risolvere il problema il più rapidamente possibile, ma ha anche rassicurato sui rischi legati a questo tipo di patologia: "Si tratta di un fatto inusuale. L'organismo da cui deriva questa infezione è innocuo per la grande maggioranza delle persone e raramente causa malattie negli esseri umani sani".