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Sea Watch, respinto il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo

Il vicepremier Salvini ha espresso soddisfazione per la decisione della corte di Strasburgo: “Conferma la scelta di ordine, buon senso, legalità e giustizia dell’Italia: porti chiusi ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici. Meno partenze, meno sbarchi, meno morti, meno sprechi. Indietro non si torna”.
A cura di Annalisa Cangemi
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È stato respinto il ricorso presentato dai migranti della Sea Watch 3 alla Cedu. Il Viminale è stato il primo a diffondere la notizia. "Anche la Corte Europea di Strasburgo conferma la scelta di ordine, buon senso, legalità e giustizia dell'Italia: porti chiusi ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici. Meno partenze, meno sbarchi, meno morti, meno sprechi. Indietro non si torna", ha commentato soddisfatto il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Questa mattina Salvini aveva anticipato che non avrebbe comunque cambiato idea sul no allo sbarco, anche in caso di decisione positiva da parte della Corte di Strasburgo. I giudici hanno quindi deciso di non applicare le ‘misure provvisorie' che avrebbe autorizzato lo sbarco in Italia delle persone che si trovano da tredici giorni sulla Sea Watch 3. La Corte europea "conta sulle autorità italiane affinché continuino a fornire l'assistenza necessaria alle persone a bordo di Sea Watch 3, che sono vulnerabili a causa della loro età o delle loro condizioni di salute". 

Tra gli scenari che si aprono adesso c'è anche la possibilità di un'azione ‘illegale' da parte del capitano Carola Rackete, che ha annunciato oggi in un'intervista a ‘Repubblica' che potrebbe andare contro le disposizioni del decreto Sicurezza bis, pur di portare a terra i migranti.

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