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Studente transgender discriminato dal prof, ministro Valditara: “A scuola non può succedere”

“La scuola non può ammettere discriminazioni”, ha dichiarato il ministro Valditara. La risposta di Gay Center: “Si faccia regolamento nazionale”.
A cura di Beatrice Tominic
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Si è rivolto a lui parlando al femminile: "Per me tu sei una donna – gli avrebbe detto – Non mi importa del regolamento". Si tratta di un nuovo, ennesimo, episodio di transfobia nelle scuole italiane. È successo nel liceo Cavour, dove già da mesi lo studente aveva ottenuto il diritto alla carriera alias, che permette un'identità diversa da quella anagrafica sul registro di classe e sui documenti scolastici e l'utilizzo del nuovo nome (il nome d'elezione, ndr) scelto dallo studente transgender. Il professore, invece, non solo ha continuato a riferirsi a lui con il nome anagrafico, quello al femminile, costringendolo a ripeterlo e umiliandolo, ma ha anche sbarrato la sua firma  sul compito in classe, come il ragazzo e la sua classe hanno avuto modo di vedere quando ha riconsegnato i test.

"Il dirigente scolastico e l’Ufficio Scolastico Regionale faranno le opportune verifiche per appurare se si sia in presenza di un caso di discriminazione – ha commentato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara – La scuola è il luogo per eccellenza deputato allo sviluppo e alla realizzazione della persona umana e non può ovviamente ammettere al proprio interno alcuna forma di discriminazione".

Dal Gay Center non ha tardato ad arrivare la risposta del portavoce Pietro Turano: "Restiamo in attesa di conoscere, auspichiamo in tempi brevi, l’esito che sanzioni il docente, a tutela della comunità studentesca del Cavour. Pertanto, a tutela di ogni studente transgender, invitiamo il Ministro ad attuare l’adozione delle carriere alias a livello nazionale per tutte le scuole superiori, con formazione del personale scolastico".

La segnalazione dell'accaduto

La segnalazione è partita dalla Rete degli Studenti Medi che ha immediatamente denunciato quanto accaduto in aula e in vicepresidenza dove il professore avrebbe continuato: "Davanti a me ho una donna, non posso riferirmi a te diversamente", rifiutandosi di applicare gli strumenti compensativi di diritto dello studente.

Anche lo stesso sindacato studentesco ha poi diffuso una nota in risposta al ministro Valditara: "Ogni giorno lottiamo all'interno delle scuole e dei consigli d'istituto per far approvare la Carriera Alias, una misura di civiltà che riconosca tutti gli studenti e tutte le studentesse, misura che viene costantemente ostacolata o, come nel caso del Liceo Cavour, deliberatamente ignorata. Solo pochissime scuole riescono a farla approvare e rispettare, è ora che il Ministero prenda una posizione netta". La richiesta è quella di approvare un regolamento per riconoscere la Carriera Alias a livello nazionale, assicurando la formazione per i e le docenti e riconoscendo tutte le soggettività all'interno della scuola.

"Se questa vicenda verrà confermata non consente mezzi termini: è inaccettabile, dolorosa, violenta. Ma, cosa ancora più grave, non eccezionale – ha dichiarato Claudia Pratelli, l'assessora alla Scuola di Roma – Nel nostro paese nel 2021 sono stati 238 gli episodi di omolesbotransfobia denunciati. Ed è da scuole e università che negli ultimi anni è nato un movimento importante per le carriere alias. Pratiche di trasformazione culturale e materiale della nostra società per rendere i luoghi di vita di ragazze e ragazzi abitabili, accoglienti, liberi dal pregiudizio. Spazi sicuri. Connotazione imprescindibile per i luoghi dell’educazione".

I precedenti al liceo Cavour

Non è la prima volta che nel liceo Cavour alcuni e alcune studenti si trovano a vivere una situazione simile. Poco meno di un anno fa anche Andrea aveva vissuto una situazione simile. "A scuola mi trattano ancora al femminile – aveva raccontato a Fanpage.it – Alcune professoresse hanno cercato di farmi cambiare idea, davanti all'intera classe mi hanno detto ‘sei troppo femminile, ecco perché non mi sento di rivolgermi a te al maschile', ma per un ragazzo trans un'espressione del genere è una granata".

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