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Studente si frattura un braccio al tornio durante alternanza scuola-lavoro: vernice rossa su ministero

Un ragazzo minorenne è rimasto gravemente ferito durante un turno in fabbrica previsto per l’alternanza scuola – lavoro. Blitz degli studenti al ministero dell’Istruzione: “Progetto criminale, va abolito”.
A cura di Natascia Grbic
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"Non perdoniamo e non dimentichiamo". Questa la scritta comparsa davanti il ministero dell'Istruzione a Roma, sul quale è stata lanciata anche della vernice rossa. Il blitz è stato rivendicato da Osa, Opposizione Studentesca d’Alternativa: a muovere gli studenti, il grave ferimento avvenuto nella giornata di ieri di un ragazzo minorenne il cui braccio è stato fratturato da un tornio durante un turno in fabbrica previsto dall'alternanza scuola – lavoro.

L'incidente è avvenuto a Rieti: l'infortunato, uno studente minorenne del terzo anno di meccanica dell'istituto Rosatelli di Rieti. Secondo quanto ricostruito, il macchinario avrebbe agganciato il suo guanto, trascinandolo a sé e fratturandogli il braccio in diversi punti. Portato in ospedale, il ragazzo è stato poi dimesso con diversi giorni di prognosi.

"Davanti all'ennesimo ferimento grave di uno studente in alternanza non possiamo che denunciare ancora una volta, come se ce ne fosse ancora bisogno, la realtà di questo progetto – hanno dichiarato gli studenti di Osa – un progetto criminale che consegna noi giovani e la nostra formazione nelle mani delle imprese private del nostro paese che ci hanno già strappato tre coetanei uccisi a 18 e 16 anni. Continueremo a lottare ogni giorno nelle nostre scuole per abolire senza se e senza ma l'alternanza scuola lavoro e contro il ministro Valditara che con le sue riforme sta normalizzando l’alternanza aumentandone le ore".

La Rete degli Studenti Medi ha lanciato un presidio per oggi alle 15.30 davanti al Ministero dell'Istruzione. "Questo è l’ennesimo caso che dimostra quanto i progetti di alternanza non siano sicuri. Siamo stanch3 di essere mandati a lavorare senza nessuna tutela quando invece dovremmo essere a scuola. Se il mondo del lavoro uccide, la scuola non può educare allo sfruttamento attraverso i percorsi di alternanza scuola lavoro".

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