“Stiamo indagando con la polizia, vi aggiorno”: i messaggi di Mark Samson alle amiche dell’ex Ilaria Sula

"Questo non è amore, è violenza, manipolazione. Spero si renda conto di quello che ha fatto, ha tolto la vita a una ragazza di 22 anni che non tornerà più. Non sono arrabbiata, è che non ne posso più: è l'ennesimo femminicidio, ed essendo una persona così vicina fa male, non riesco a concepire sia morta". A parlare è Cristina, una ex collega di lavoro di Ilaria Sula, la ragazza uccisa dall'ex ragazzo Mark Samson nel suo appartamento di via Homs 8, al quartiere Africano. Le due ragazze avevano lavorato insieme a McDonald's quando Sula era fidanzata con Samson: anche lui lavorava insieme a loro, prima di dare le dimissioni e cambiare impiego.
Per questo Cristina lo conosceva: e quando ha saputo della scomparsa di Ilaria gli ha scritto, chiedendogli informazioni. Lui, portando avanti la sua farsa, le ha risposto "stiamo cercando di risolvere con la polizia, appena ho notizie ti aggiorno se ci tieni, grazie". Samson, aveva già ucciso la 22enne. Continuava però ad andare a casa delle sue coinquiline fingendo di essere preoccupato, addirittura aveva abbracciato il padre della ragazza per confortarlo. Nell'interrogatorio col pubblico ministero non ha voluto raccontare la dinamica: ha ammesso di aver ucciso Sula, e poi ha smesso di rispondere.
"Apparentemente non sembrava ci fossero problemi – continua Cristina – un paio di volte siamo usciti tutti insieme e non ero a conoscenza di questo suo lato, lo credevamo un tipo tranquillo. Era il suo primo ragazzo ed ero colpita da questa cosa: sembravano avere un buon rapporto ma lei era una persona molto riservata, e se avevano dei problemi probabilmente non li esternava a lavoro con noi".
"Si vedeva che le piaceva studiare, era brava. Si pagava l'affitto da sola, era ben impostata tra casa, lavoro e università, era molto autonoma. Quando abbiamo saputo che era sparita ci siamo chieste cosa fosse successo. Provavo a contattarla su Instagram e vedevo che il telefono era acceso. Non conoscendo la situazione fino in fondo non pensavo in negativo. Ho mandato un messaggio a Mark e lui ha avuto un comportamento strano, ha detto che stava cercando con la polizia, che stavano facendo le indagini e ci avrebbe fatto sapere. Pensavo stesse passando un brutto momento e ho pensato di non continuare a scrivergli. Il pensiero che le avesse fatto qualcosa ci aveva sfiorate, ma poi ci dicevamo che non era possibile. Pensiamo di conoscere le persone, ma alla fine non è così".
Ha collaborato Simona Berterame