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Modello Giubileo per risolvere il “caso” Quarticciolo: vincono Meloni e Gualtieri, perdono Rocca e Rampelli

Nella “gestione” del caso Quarticciolo prevale il modello Giubileo, con un accordo tra Governo e Campidoglio. I 20 milioni di euro previsti saranno investiti per riqualificare spazi verdi, scuole e locali commerciali. Ma è ancora presto per capire se è quello che davvero serve per risolvere i problemi di questa borgata, dopo decenni di abbandono e di fronte a un’epidemia di crack.
A cura di Valerio Renzi
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La scorsa settimana è stata presentata la lista degli interventi che il governo si impegna a realizzare nelle sette periferie in cui il 23 dicembre scorso aveva annunciato l’estensione del cosiddetto Modello Caivano. Tra queste c'è Quarticciolo, borgata della periferia Est di Roma. Qui la cittadinanza si è mobilitata contro le scelte "calate dall'alto", e grazie alla capacità delle realtà sociali e del comitato di quartiere la vicenda di Quarticciolo ha assunto una rilevanza nazionale. Su quanto sta accadendo in questa borgata, tra il radicarsi di una piazza di spaccio di crack e il protagonismo dal basso per emancipare dallo stigma chi abita in questa periferia, si sono accesi i riflettori dei media, delle istituzioni e delle tv.

La preoccupazione che gli abitanti e le realtà sociali hanno più volte espresso è che il Modello Caivano producesse delle cattedrali nel deserto, costose operazioni cosmetiche, per coprire un approccio meramente securitario alla povertà e del disagio sociale che si vive in borgata.  E l'elenco di opere piccole e medie previste dal piano, e concordate con l'amministrazione comunale, in effetti sembrano recepire il dibattito di queste settimane. I 20 milioni di euro previsti saranno investiti per riqualificare spazi verdi, scuole e locali commerciali da recuperare e destinare alla rigenerazione del territorio. Scompaiono i temi più controversi, come lo sgombero dell’Ex Questura.

Vince l'asse Mantovano – Gualtieri. Governo e amministrazione comunale scelgono di disinnescare una situazione potenzialmente esplosiva. L'approccio che sembra aver prevalso è insomma quello varato nel corso dell'anno giubilare: sulla governance della capitale centrosinistra e centrodestra preferiscono la convergenza piuttosto che la competizione, dando modo a tutti gli attori in campo di rivendicare per sé qualche successo. Un modello che sarà presto esteso al dibattito sulla riforma della governance di Roma Capitale e il progetto sul futuro dei Fori Imperiali.

Chi perde in questo schema è la destra romana, che prima avrebbe voluto dirottare l'applicazione del Decreto Caivano in VI Municipio (dove governa il centrodestra), sfumata questa opportunità ha poi tentato di premere sull'acceleratore dello scontro istituzionale mettendo al centro della vicenda Quarticciolo la necessità di sgomberare l'Ex Questura.

Ma perde anche il governatore della Regione Lazio Francesco Rocca: il piano di interventi presentato esclude di fatto il patrimonio regionale e elude la battaglia promossa in prima persona dal vicepresidente alla Camera Fabio Rampelli e dal presidente della regione Lazio Rocca per la cancellazione delle esperienze sociali del quartiere. Laddove il piano non può evitare di comprendere stabili di Ater, come i locali commerciali ai piani terra delle case popolari, viene previsto espressamente che siano ceduti al comune. Una mortificazione dei rampelliani che chiude il cerchio dopo che il governo aveva ignorato le richieste di Nicola Franco, mini sindaco del VI Municipio, di avere i fondi previsti dal decreto per villaggio Falcone e non per Quarticciolo.

Quello presentato è dunque un piano pensato per abbassare i toni e disinnescare possibili tensioni,  È presto per capire quanto sarà utile per rigenerare un quartiere ostaggio del crack e dell'abbandono. Alcuni degli interventi appaiono paradossali, come il rifacimento della palestra, del tetto e del giardino della scuola media di via Pirotta che però sta venendo dimensionata e non formerà le classi prime nel prossimo anno scolastico.

Altri rischiano di attirare l’ilarità di chi vive nella borgata. È il caso dell’intervento sulla piazza del Quarticciolo: si tratterebbe del terzo (!) intervento di rifacimento completo, in pochi anni, mentre nei palazzi che vi si affacciano piove letteralmente dentro le abitazioni o mancano gli ascensori e c'è chi vive prigioniero in casa.

Quarticciolo ha vinto o ha perso? La sensazione è che sono gli interventi esclusi da questa lista quelli che potrebbero determinerà il successo o meno della rigenerazione del quartiere, quanto la loro concreta realizzazione. Per esempio: la riqualificazione dei locali commerciali servirà ad esempio a coinvolgere gli abitanti in processi di fuoriuscita dalla disoccupazione o dal lavoro nero? E ancora: cosa degli sfratti annunciati in Prefettura e del recupero dell’ex Questura in teoria all'interno del piano casa di Roma Capitale? Verranno rifatti i giardinetti per coprire l’ennesima criminalizzazione dell’emergenza abitativa? O la realizzazione di queste piccole e medie opere sarà accompagnata da un percorso di superamento delle condizioni più critiche?

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