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Mamma paga in ritardo e la figlia viene esclusa dalla gita, la preside: “La accompagni in auto”

Esclusa dalla gita con i compagni a Viterbo una bambina di 9 anni. La colpa della mamma è di non aver pagato in tempo la quota di iscrizione di 49 euro. Irremovibile la preside dell’Istituto che a Il Messaggero ha dichiarato di non poter fare eccezioni.
A cura di Enza Savarese
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Esclusa dalla gita scolastica con i compagni di classe perché la mamma ha pagato in ritardo la quota di partecipazione. È la disavventura che vede protagonista una bambina di 9 anni di Frosinone. La gita programmata per il 14 aprile a Viterbo non vedrà la presenza della bambina. Inutile le richieste della madre alla preside dell'Istituto Comprensivo IV Plesso Cavoni, che contattata da Il Messaggero si è detta irremovibile nella sua decisione.

Esclusa dalla gita scolastica: il ritardo nel pagare la quota

La madre sa di aver sbagliato, tramite l'avvocato Sonia Srizzotti a cui si è affidata dice di volersi prendere tutte le responsabilità della vicenda, tuttavia la donna fa appello alla tolleranza per la situazione "che non avrebbe potuto certo comportare problemi alla dirigenza scolastica", dichiara. La sua colpa è quella di aver pagato in ritardo la quota di partecipazione per la gita in programma il prossimo 14 aprile. Il versamento di 49 euro si sarebbe dovuto effettuare entro e non oltre la mezzanotte del 25 marzo. Il pagamento però è avvenuto solo alle 9 del giorno successivo, il 26 marzo. Ore di ritardo che non sono state tollerate, causando l'esclusione della bambina di 9 anni dalla gita a Viterbo con gli altri suoi compagni.

Nessuna eccezione: la risposta della preside 

Dopo la diffusione della notizia, la preside dell'Istituto, Patrizia Danella è stata contatta da Il Messaggero per spiegare l'inflessibilità della decisione presa. Per la dirigente scolastica il caso potrebbe creare un precedente. "Credo nella parità dei diritti e nel rispetto delle regole", ha detto la preside Danella. Non è la prima volta che si presentano casi analoghi, rivela la dirigente per questo la procedura deve essere sempre la stessa. Chiudere un occhio in questo caso "non sarebbe giusto nei confronti degli altri bambini che sono stati esclusi per lo stesso motivo", spiega.

La soluzione proposta dalla scuola: accompagnare la bambina in auto

Il problema sarebbe inoltre anche quello logistico. "Un alunno in più potrebbe fare la differenza", ha detto la preside. L'unica soluzione offerta alla madre della bambina è quella di accompagnarla con l'auto seguendo il percorso dell'autobus. Ma la madre non ci sta. "Come giustificare che lei non poteva salire sul pullman insieme ai suoi amichetti?", chiede la donna che non crede ai problemi logistici. "La gita ci sarà il 14 aprile prossimo e se la preside avesse voluto avrebbe senz’altro trovato la soluzione più idonea", spiega.

Inoltre la donna dichiara di aver saputo di altre mamme delle classi di secondo grado a cui è stata la possibilità di proroga di un pagamento di 400 euro che doveva essere versato entro il 27 marzo. Una proroga che la preside conferma, spiegando che è stata concessa per un problema tecnico. "Non potevamo certo mandare a casa coloro che avevano già versato un anticipo", spiega.

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