L’ex sindaca Raggi contro il termovalorizzatore di Santa Palomba: “Gualtieri mi risponda”

L'ex sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha scritto al prefetto Giannini per chiedere un suo intervento. La consigliera dei 5 Stelle, infatti, sostiene che nessuno, né il sindaco Gualtieri né un esponente della giunta, ha risposto alla sua interrogazione scritta in merito al termovalorizzatore di Santa Palomba.
L'interrogazione inviata a Gualtieri: nessuna risposta da gennaio
L'interrogazione riguarda in particolare i vincoli presenti sull'area scelta da Gualtieri per realizzare il nuovo impianto dedicato all'incenerimento dei rifiuti della Capitale. Raggi ha protocollato la richiesta lo scorso 15 gennaio e il 20 gennaio il segretario l'ha trasmessa al Capo di Gabinetto del Sindaco e all'assessora all'Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti, Sabrina Alfonsi. Non ricevendo alcuna risposta, il 12 marzo l'ex prima cittadina ha presentato un sollecito. "Ad oggi, nonostante siano passati più di due mesi dal deposito dell'interrogazione, non risulta essere pervenuta alcuna risposta in merito", denuncia Raggi.
L'interrogazione, ha spiegato l'ex sindaca, riguarda "rilevanti aspetti inerenti un vincolo di inedificabilità assoluta presente nell'area di realizzazione del Termovalorizzatore". Per questo motivo era stata richiesta una risposta scritta entro venti giorni, da parte del sindaco o di un altro rappresentante della Giunta. "Oltre alla grave omissione appena descritta, la quale sostanzia una palese violazione del ‘Regolamento per il funzionamento Consiglio Comunale', devesi rappresentare al contempo una illegittima e grave compressione dei diritti dei consiglieri".
La lettera inviata da Raggi al prefetto sui vincoli a Santa Palomba
Per questo, recita il testo della missiva inviata al prefetto Giannini, "sono a richiedere un suo intervento al fine di sollecitare e richiedere il rispetto dei diritti di tutti i consiglieri comunali e a sensibilizzare gli organi preposti al riscontro degli atti di sindacato ispettivo ad ottemperare, entro un termine ragionevole, tale da coniugare i diritti dei consiglieri all'esercizio del proprio mandato istituzionale ed il buon andamento della amministrazione comunale",