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La diffusione dell’audio dei vigili che fanno sesso nell’auto è una vendetta

Novità sul chiacchieratissimo audio dei vigili urbani che fanno sesso nell’automobile di servizio: la donna avrebbe presentato in passato una denuncia per violenza sessuale e una denuncia analoga sarebbe stata presentata nei giorni scorsi. Inoltre sembra impossibile che i due possano involontariamente aver lasciato accesa la radio dell’automobile. Più probabile è che qualcuno abbia inserito, probabilmente per vendicarsi di qualcosa, una microspia all’interno dell’automobile.
A cura di Enrico Tata
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Due vigili del comando della Polizia locale di Roma Capitale fanno sesso all'interno dell'automobile di servizio davanti a un campo nomadi, ma dimenticano la radio accesa, l'audio viene ascoltato e registrato da alcuni colleghi. Così è stata riportata ieri la chiacchieratissima notizia che riguarda due ‘caschi bianchi' della Capitale. In realtà, stando a quanto ricostruito da Fanpage.it, la vicenda si sarebbe svolta in modo differente. Non solo: potrebbe trattarsi di una vera e propria vendetta. In primo luogo la vigilessa coinvolta in questa storia ha presentato recentemente una denuncia per violenza sessuale e, stando a quanto si apprende, qualche anno fa era rimasta vittima di abusi da parte di un altro vigile. In secondo luogo la centrale operativa (e i colleghi in servizio quella notte) non avrebbe né registrato né ascoltato quell'audio: i file sono stati effettivamente inviati al Comando, ma nessuno dei vigili in servizio quella notte li ha sentiti. Tra l'altro è impossibile che la radio sia rimasta accesa per sbaglio, perché essa si attiva soltanto digitando un codice. Quindi, è l'ipotesi che si fa largo, una terza persona potrebbe aver installato una microspia all'interno della macchina, probabilmente una penna-registratore, e potrebbe averla recuperata a fine servizio, quando i due sono rientrati alla base. Infine una circolare di Roma Capitale dispone che il servizio notturno davanti ai campi rom deve obbligatoriamente essere effettuato da almeno tre vigili: c'era qualcun altro in macchina? Da capire, inoltre, come mai qualcuno abbia inviato quei file audio al comandante, con tanto di indicazioni e di nominativi (con il solo audio non è facile risalire ai due vigili). Qual era l'obiettivo dell'informatore? L'ipotesi più plausibile è che qualcuno abbia voluto vendicarsi con i due ‘caschi bianchi' e abbia registrato l'audio dell'atto sessuale a loro insaputa.

La denuncia per violenza sessuale presentata dalla vigilessa

C'è poi da chiarire la questione della denuncia presentata dalla vigilessa: la donna, una quarantenne, ha presentato denuncia per violenza sessuale da parte di un altro vigile. E questo episodio risalirebbe ad alcuni anni fa. Nei giorni scorsi, però, avrebbe presentato un'altra denuncia nei confronti di un secondo collega. Perché l'audio, presumibilmente registrato nel corso dell'estate, è saltato fuori proprio adesso? I due protagonisti dell'audio sarebbero già stati trasferiti d'ufficio: lei a Monteverde e lui all'Aurelio. Se il loro comportamento dovesse essere accertato, le indagini sono ancora in corso, per loro scatterebbero altre sanzioni: decurtazione dello stipendio o sospensione.

Alcuni vigili, inoltre, hanno notato una "strana coincidenza" di tempistiche tra la storia dell'audio e il servizio sulla polizia locale della Capitale andato in onda ieri sera su Report. "Abbiamo notato una strana coincidenza tra l'episodio che coinvolge i due colleghi del XV gruppo zona Cassia, una notizia di mesi fa e lanciata in occasione della messa in onda di un servizio di Report molto duro nei confronti della polizia locale. Noi riteniamo che questi attacchi ad orologeria siano legati all'avvicinarsi della campagna elettorale", ha dichiarato Marco Milani, coordinatore romano dell'Ugl.

La notizia di ieri: indagini in corso

La notizia ieri è stata riportata sul quotidiano Leggo e in serata è arrivata una nota da parte del comando della Polizia locale di Roma Capitale: "In merito ad articoli di stampa usciti in queste ore che riportano notizie riguardanti due agenti che avrebbero consumato un rapporto sessuale in un autoveicolo di servizio, il Comando Generale della Polizia Locale sottolinea che sull'accaduto, non riconducibile agli ultimi giorni, sono state svolte e sono tuttora in corso indagini per stabilire la veridicità dei fatti", la nota del Comando.

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