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Morte del carabiniere Mario Cerciello Rega a Roma

Intitolata un’ambulanza a Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso un anno fa a Roma

L’evento è stato promosso dall’associazione di volontariato Andromeda, l’ambulanza entrerà a far parte del 118 dell’Emilia Romagna. All’evento che si è tenuto a piazza del Popolo a Roma, erano presenti alcuni esponenti dell’Arma dei carabinieri, la vedova di Mario Cerciello Rega e i suoi genitori.
A cura di Natascia Grbic
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Si è svolta questa mattina a piazza del Popolo la cerimonia di intitolazione di un'ambulanza alla memoria del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, ucciso la notte del 26 agosto 2019 mentre era in servizio a Roma. L'evento è stato promosso dall'associazione di volontariato Andromeda e si è svolto davanti il Comando legione carabinieri Lazio alla presenza del Generale di Brigata Marco Minicucci, del sottosegretario di Stato alla difesa Giulio Calvisi, del comandante provinciale CC di Roma Francesco Gargaro, del sindaco di Somma Vesuviana Salvatore di Sarno, della vedova Rosa Maria Esilio e dei genitori del vicebrigadiere. L'ambulanza è stata benedetta da Don Vincenzo Pizzimenti, Capo servizio assistenza spirituale del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ed entrerà in servizio nel 118 dell'Emilia Romagna.

L'omicidio di Mario Cerciello Rega

È passato un anno dalla morte del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. Il militare è stato ucciso con undici coltellate dal ventenne Finnegan Lee Elder, giovane americano in vacanza a Roma che – insieme al suo amico Gabriel Natale Hjorth – quella sera avrebbe messo in atto un tentativo di estorsione ai danni di Sergio Brugiatelli. L'uomo li aveva accompagnati da uno spacciatore ad acquistare della cocaina, che invece della droga gli aveva venduto della tachipirina. La compravendita era stata interrotta dalle forze dell'ordine: ed è a quel punto che Elder e Natale sono scappati con lo zaino di Brugiatelli, per poi chiamarlo e pretendere 100 euro più un grammo di coca per la sua restituzione. All'appuntamento si sono recati Varriale e Cerciello: i militari hanno dichiarato di essersi identificati e di aver mostrato il distintivo, ma di essere stati attaccati dai due ragazzi. Elder e Natale, invece, continuano a dire di non aver capito capito che i due erano carabinieri.

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