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Influenza, boom di accessi in pronto soccorso e medici di base in crisi: “Picco a Natale”

Si attende per le feste di Natale il picco dell’influenza stagionale, che quest’anno sta mettendo in crisi pronto soccorsi e medici di base anche a Roma e nel Lazio.
A cura di Alessia Rabbai
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Prende il nome di australiana, perché i primi casi registrati sono pazienti che provengono dall'Australia. Distinguerla dal Covid quest'anno è più difficile, soprattutto nei casi acuti: i sintomi polmonari sono gli stessi nell'una e nell'altra, quelli che ormai dopo due anni di pandemia conosciamo bene, ossia tosse, raffreddore e mal di gola. La caratteristica principale dell'influenza di quest'anno è che si manifesta subito con una febbre molto alta, mentre nel coronavirus può salire lentamente, anche nei giorni successivi. Il tampone resta lo strumento utile per la diagnosi esatta. Il virus influenzale sta mettendo a dura prova il sistema sanitario con un boom di accessi al pronto soccorso e negli studi dei medici di famiglia.

Migliaia di malati in attesa nei pronto soccorso

"Il picco dell'influenza è già iniziato nel Lazio, ma arriverà al suo apice a Natale – ha spiegato a Fanpage.it il presidente dell'ordine dei medici di Roma Antonio Magi – l'abbassamento delle temperature ha infatti agevolato la diffusione. Altro aspetto che ci attendiamo è che proprio durante le festività i casi saranno molto elevati, anche perché le famiglie si riuniscono e i bambini, che hanno maggiore capacità d'infettare saranno a contatto con i nonni". Magi ha spiegato che gli ospedali di Roma e Lazio, come quelli del resto d'Italia stanno affrontando una fase di forte stress: "Abbiamo registrato numerosi accessi, che stanno mettendo in crisi i pronto soccorso, con migliaia di persone in attesa. Ciò lo sta facendo l'influenza stagionale quest'anno più del Covid".

L'influenza quest'anno è più aggressiva e contagiosa

L'influenza rispetto agli anni passati è molto più aggressiva come sintomatologia e contagiosa. Uno dei motivi, spiega Magi, è dato dal fatto che "dopo due anni di con la mascherina non abbiamo avuto modo di avere contatti con il virus dell'influenza e le difese immunitarie non sono pronte come in passato a difendere l'organismo". I medici di base sono in grande difficoltà, perché stanno seguendo molti pazienti con l'influenza. A finire in ospedale sono le persone più fragili, chi soffre di malattie croniche di tipo respiratorio e gli anziani, "la vaccinazione è importante – ribadisce Magi – gli anziani non vaccinati possono riscontrare problematiche anche molto importanti". Un'attenzione particolare è rivolta ai bambini che manifestano febbre molto alta. "Nei più piccoli – spiega Magi – l'influenza dura anche sei o sette giorni".

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