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Femminicidio Ilaria Sula a Roma

Femminicidio Sula, tutti i dubbi sulla madre di Mark Samson: “Non volevo Ilaria in casa, lo distraeva”

Mark Samson avrebbe agito da solo, uccidendo in casa sua la ex fidanzata, Ilaria Sula. Nella stanza accanto, però, si trovavano i genitori. “Dormivo, poi sono uscita”, è quanto riferito dalla madre del 23enne, che non avrebbe mai nascosto l’astio nei confronti della ragazza.
A cura di Beatrice Tominic
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"Avevo paura che potesse distrarlo dallo studio". Queste le parole della madre di Mark Samson, il ventitreenne che ha ucciso la ex fidanzata Ilaria Sula, nascondo poi il corpo in una valigia gettata in un dirupo, lungo la strada provinciale che porta a Poli, dal Monte Guadagnolo. Nella giornata di ieri, si è svolto l'interrogatorio per la convalida del fermo, cinque ore durante le quali ha spiegato di non aver premeditato di ucciderla e di aver agito, dopo aver scoperto che la giovane aveva iniziato a frequentarsi con un'altra persona, da solo. Ma su questo gli inquirenti vogliono vederci chiaro.

Che la madre di Mark Samson non volesse Ilaria Sula in casa, nell'appartamentino in via Homs, nel quartiere Africano, dove la giovane è poi stata uccisa, sembra che non fosse un segreto. I due erano stati insieme per un anno, eppure per la madre del giovane era meglio che la ragazza stesse lontana da suo figlio. Una circostanza che, unita alla presenza dei genitori nella stanza accanto a quella in cui veniva uccisa Ilaria Sula, potrebbe portare gli inquirenti ad indagare anche le loro posizioni.

Ilaria Sula.
Ilaria Sula.

Il femminicidio di Ilaria Sula: la confessione di Samson

Le avrebbe portato la colazione a letto, lei gli avrebbe rivelato che si vedeva con un'altra persona. Così lui avrebbe afferrato il coltello che aveva portato sul vassoio e si sarebbe scagliato su di lei: questo il racconto di Samson nell'interrogatorio. Secondo quanto dichiarato dal giovane, diversamente da quanto emerso dall'autopsia, non avrebbe provato neppure a difendersi. Per lui è stato convalidato il fermo: nei suoi confronti è scattata la custodia cautelare in carcere per l'omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva con la vittima e l'occultamento di cadavere. Secondo quanto ha spiegato nell'interrogatorio avrebbe agito da solo, mettendo il corpo della vittima in una busta e poi nella valigia. Ripulendo tutta la stanza dal sangue della giovane.

Un racconto che sembra continuare a non convincere gli inquirenti: come è possibile che la ragazza fosse entrata nell'appartamento di 50 metri quadrati senza che i genitori del ragazzo la vedessero o, almeno, sapessero della sua presenza? La giovane si sarebbe presentata per portargli dei vestiti, poi avrebbero discusso e infine sarebbe rimasta a dormire, forse perché era tardi. Se così fosse, però, i genitori del ragazzo avrebbero dovuto sentire le voci dei due, in lite.

Mark Samson.
Mark Samson.

Allo stesso modo non tornerebbe neanche la versione fornita al gip ieri: il giovane ha spiegato di aver lasciato il corpo nella busta all'interno della valigia, di essere uscito a comprare i detersivi e di essersi messo a pulire il resto della stanza, di aver buttato "il tappeto e le pezze macchiate di sangue". Troppi movimenti, forse, per passare inosservati. Poi avrebbe caricato la valigia in automobile, secondo quanto raccontato dal ventitreenne in pieno giorno, fino a raggiungere il luogo del ritrovamento.

La salma di Ilaria Sula portata in obitorio per l'autopsia
La salma di Ilaria Sula portata in obitorio per l'autopsia

Il racconto della madre: "Non ci siamo accorti di niente"

Volendo credere alla confessione davanti al gip di Samson, gli inquirenti, che fin dal primo momento nutrivano dei dubbi sulla possibilità che il ragazzo avesse agito da solo, vogliono accertare che i genitori siano davvero estranei al femminicidio di Ilaria Sula. La presenza della giovane, le urla per la lite, la pulizia della stanza e la valigia portata in auto del giovane sono tutti dettagli che avrebbero potuto facilmente potuto attirare l'attenzione di due genitori che si trovavano nello stesso piccolo appartamento del quartiere Africano.

Il manifesto con l'annuncio della scomparsa davanti all'università della Sapienza, dove si è tenuta l'autopsia sul corpo di Sula.
Il manifesto con l'annuncio della scomparsa davanti all'università della Sapienza, dove si è tenuta l'autopsia sul corpo di Sula.

"La sera prima dormivo, non mi sono accorta di niente. La mattina dopo sono uscita", ha spiegato la madre di Samson in un primo interrogatorio, che oggi rischia concretamente di essere indagata insieme al marito per concorso in omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Nelle ultime ore, però, entrambi hanno confermato di sapere che Sula si trovava a casa loro: "Quella notte, quella del 25 marzo, anche noi eravamo in casa, ma non abbiamo sentito né urla né lamenti dalla stanza di Mark", una versione condivisa da molti altri condomini. Eppure non sono ancora riusciti a spiegare cosa abbiano fatto in quelle tragiche 24 ore. Ad aggravare la loro posizione, come anticipato, quel rapporto travagliato fra la madre di Samson e la ventiduenne.

Mark Samson, alcuni dei messaggi fra lui e le amiche di Sula, Ilaria Sula.
Mark Samson, alcuni dei messaggi fra lui e le amiche di Sula, Ilaria Sula.

Tutti i depistaggi di Mark Samson dopo la scomparsa di Ilaria Sula

La confessione di Mark Samson, inoltre, resta da approfondire anche per quanto riguarda ulteriori aspetti. Il giovane ha spiegato di aver ucciso Sula la mattina, con un coltello portato a letto insieme alla colazione. Ma secondo l'autopsia la giovane sarebbe stata uccisa a stomaco vuoto, una circostanza che porterebbe a pensare che il femminicidio si sia consumato la sera prima. Un'ipotesi che sarebbe confermata anche dalla mancanza di tracce ematiche: probabilmente il sangue si era già essiccato.

Il giovane, inoltre, ha sottolineato la mancanza di premeditazione nell'uccidere la ex. Lui ha negato di aver progettato il femminicidio. Nelle fasi successive, però, avrebbe manifestato lucidità e fermezza nel liberarsi del corpo, nel ripulire la casa e, soprattutto, nel gestire messaggi e social network. Numerosi infatti i depistaggi avvenuti tramite il telefonino: da una parte il suo, con cui si mostrava preoccupato e ringraziava gli amici, come i due colleghi che lavoravano con Sula e Samson al McDonalds di piazzale Flaminio quando si sono conosciuti i due, prima di iniziare la relazione.

"Non preoccupatevi, ci sta pensando la polizia", diceva. Dall'altra, invece, il telefonino della giovane con cui avrebbe risposto ad alcuni messaggi e ha pubblicato una storia sul profilo Instagram della giovane, con cui ringraziava tutti per l'interessamento a quasi una settimana dalla denuncia di scomparsa, prima di liberarsi del telefonino gettandolo in un tombino.

A sinistra Ilaria Sula in una foto di gruppo, a destra la storia pubblicata dal suo profilo Instagram la sera di domenica 30 marzo.
A sinistra Ilaria Sula in una foto di gruppo, a destra la storia pubblicata dal suo profilo Instagram la sera di domenica 30 marzo.
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