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Droga in Curva Sud, l’ombra della camorra: tra gli indagati anche il nipote di Michele Senese

Le indagini sui sei ultras della Roma indagati per spaccio di droga all’interno della Curva Sud dello stadio Olimpico. Tra di loro anche il nipote di Michele ‘o pazz, boss della camorra romana.
A cura di Enrico Tata
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L'ombra della camorra nell'indagine per spaccio di sostanze stupefacenti in Curva Sud. Tra i sei tifosi della Roma indagati, infatti, c'è anche il nipote di Michele Senese, il boss Michele ‘o' pazz0′. Gli altri, tutti uomini di cui uno minorenne, sono già noti alle forze dell'ordine, con precedenti specifici riconducibili al mondo ultras. Stando a quanto si apprende, la polizia ha notificato ai sei indagati il decreto di fissazione dell'interrogatorio preventivo, su disposizione del Tribunale di Roma. Le operazioni antidroga della polizia allo Stadio Olimpico a Roma si intensificano dopo gli interventi fatti a Milano e Torino.

Cos'è il Gruppo Quadraro e chi ne fa parte

I sei indagati per spaccio di droga fanno parte del Gruppo Quadraro, un gruppo di ultras erede dei Fedayn. Nel 2023 i Fedayn furono vittima di un agguato da parte dei Delije, ultras della Stella Rossa Belgrado, in Italia per assistere a una partita di basket a Milano. Gli slavi assaltarono i romanisti armati di mazze e con i volti coperti e rubarono lo storico striscione dei Fedayn. Lo esposero in curva durante una partita a Belgrado e gli diedero fuoco.

Il posto dello striscione sul muretto venne lasciato vuoto per diverso tempo. Dopo otto mesi, però, comparve uno striscione con la scritta "Gruppo Quadraro", con un teschio (il simbolo dei Fedayn) all'interno della ‘O'. Ai vertici del "Gruppo Quadraro", riporta La Repubblica, ci sarebbe anche il cognato di Angelo Senese, fratello di Michele Senese.

Come avveniva lo spaccio della droga in Curva Sud

Stando a quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, gli indagati si occupavano del recupero della droga fuori dallo stadio. La portavano all'interno e la vendevano in curva. Per la precisione nei bagni, che erano diventati una vera e propria piazza di spaccio dedicata ai tifosi giallorossi. Tra gli indagati, c'era chi si dedicava al reperimento delle sostanze stupefacenti, chi pensava a come introdurla all'interno dell'Olimpico senza essere scoperto e chi si occupava della vendita al dettaglio, suddivisa in dosi.

Della vicenda si sta occupando la Direzione Distrettuale Antimafia, che sta tentando di ricostruire i rapporti del gruppo ultras con la malavita romana.

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