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Daspo per gli 11 ragazzi autori delle risse per cui è stato ucciso Thomas Bricca

Undici ragazzi, tra cui alcuni minorenni, hanno ricevuto il ‘Daspo Willy’ perché accusati di aver partecipato alle due risse che hanno determinato l’omicidio del 19enne Thomas Bricca.
A cura di Enrico Tata
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Saranno banditi per due anni dai locali di Alatri. Undici ragazzi, tra cui alcuni minorenni, hanno ricevuto il ‘Daspo Willy' perché accusati di aver partecipato alle due risse che hanno determinato l'omicidio del 19enne Thomas Bricca. È a causa di quei violenti litigi che è stata organizzata una spedizione punitiva e probabilmente, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, Bricca non era neanche il vero bersaglio del colpo di pistola alla testa che lo ha raggiunto e che non gli ha lasciato scampo la sera del 30 gennaio scorso.

Gli uomini della divisione anticrimine della polizia insieme ai carabinieri di Alatri sono riusciti a risalire ai componenti di due gruppi rivali. Hanno un'età compresa tra 17 e 49 anni e tutti sono stati raggiunti dal daspo emesso oggi dal questore Domenico Condello. Una delle due risse è stata ripresa da una telecamera di sorveglianza installata e questo ha permesso di identificare i responsabili.

Accusati dell'omicidio di Thomas Bricca sono Roberto e Mattia Toson, padre e figlio. I due sono arrestati lo scorso luglio e secondo gli inquirenti il loro vero obiettivo era Haoudi Omar, un amico di Thomas che quella sera indossava un giubbotto molto simile a quello del 19enne. Per la procura i Toson hanno seguito il ragazzo e una volta raggiunto il luogo "che ritenevano idoneo per l'omicidio in cui si trovava anche Bricca, spararono almeno due colpi con un revolver all'indirizzo del bersaglio con il giubbotto bianco".

Il movente, ha spiegato il procuratore di Frosinone, è legato proprio alle "due furiose e violenti risse avvenute il 28 e 29 gennaio che ha visto contrapposti due gruppi: da un lato i Toson e dall'altro Haoudi".  Si è trattato di "episodi di estrema violenza a seguito dei quali un componente del gruppo Toson ha riportato gravi ferite".

Come ritorsione, questa l'ipotesi investigativa, i Toson avrebbero tentato di uccidere Haoudi. Ma una prova ‘regina' che inchiodi padre e figlio ancora non c'è. Per il momento la ricostruzione di chi indaga è legata a deduzioni, ma sono ancora in corso le indagini sugli smartphone dei due accusati, che potrebbero fornire indizi decisivi.

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