Daniele Papa morto nell’incidente aereo sul Tevere: condannato l’istruttore di volo Giannandrea Cito

Giannandrea Cito, l'istruttore di volo che era a bordo del velivolo precipitato nel Tevere, è stato condannato a due anni di reclusione per la morte di Daniele Papa, l'allievo che quel giorno si trovava accanto a lui sul biposto. La procura aveva chiesto tre anni. Cito è accusato di omicidio colposo: secondo l'accusa, l'istruttore avrebbe perso il controllo del velivolo tentando un ammaraggio nel fiume, che però non è riuscito, nonostante le "condizioni di vento avverso", e senza mettere in atto azioni "correttive" che avrebbero potuto salvare la vita al ragazzo.
L'incidente costato la vita a Daniele Papa, appena 22 anni, è avvenuto il 25 maggio 2020. Il ragazzo frequentava la scuola di volo Urbe Aero sulla Salaria, a Roma. L'istruttore uscito quel giorno con lui era Giannandrea Cito: a un certo punto, dopo una manovra di ‘touch and go', c'è stata una perdita di controllo dei comandi, con il mezzo che è precipitato nel Tevere. Cito è riuscito a slegare la propria cintura e salvarsi. Daniele, che nell'urto con l'acqua aveva riportato una grave ferita alla testa, sembra fosse svenuto al momento di entrare in acqua.
"La cabina di pilotaggio si è riempita d’acqua – aveva dichiarato Giannandrea Cito – Ricordo Daniele con gli occhi aperti, ma non penso fosse ancora vigile in quel momento. Allora ho iniziato a scalciare per spaccare il vetro, ho staccato la mia cintura e, con la mano, ho provato a staccare la sua senza riuscirci. Dopo essere salito in superficie una seconda e una terza volta per prendere aria, rendendomi conto che la visibilità sott’acqua era già diventata scarsa, ho raggiunto la sponda del Tevere fino all’arrivo dei soccorsi".
L'istruttore aveva negato di avere colpe dell'incidente, dicendo di aver fatto tutto il possibile per salvare il ragazzo. Per il giudice, invece, sarebbe lui il responsabile della morte del giovane.