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Occupati licei Visconti e Manara, Plinio e Righi: “No alternanza scuola-lavoro e decreto antirave”

Tra ieri e oggi a Roma sono stati occupati altri quattro licei: Visconti, Manara, Plinio e Righi. Ai problemi strutturali, la chiara posizioni del corpo studentesco.
A cura di Enrico Tata
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A Roma sono stati occupati altri due licei tra ieri e oggi, il Manara, quartiere Monteverde, e il Visconti, storica scuola del centro storico della Capitale. Nel pomeriggio si sono aggiunti alla lista di liceo occupati anche il Righi e il Plinio, dove oggi gli e le studenti si sono riuniti in assemblea straordinaria e la maggioranza ha votato per l’occupazione.

Una posizione chiara quella degli studenti che si trovano a protestare contro l'alternanza scuola lavoro, ma anche contro il decreto anti-rave, contro le disparità di genere e il concetto di scuola del merito. "Significa non essere consapevoli delle forti disparità sociali presenti nel Paese, condizioni di partenza ineguali, aggravate da carolibri, emergenza abitativa, caroscuola, carovita, che non permettono di applicare la meritocrazia ovunque", denunciano dal Plinio.

Liceo Plinio occupato.
Liceo Plinio occupato.

Dal Visconti hanno definito il loro gesto "radicale ma incisivo", spiegando che la loro protesta si concentra sui problemi "strutturali" che affliggono il palazzo storico che ospita le aule

Liceo Visconti: "Niente rampe per disabili e troppe aule ancora chiuse"

"Oltre alle motivazioni politiche, che accomunano tutte le scuole romane, abbiamo deciso di occupare anche per problemi che riguardano soltanto il nostro istituto. Fra questi, quello dell'accessibilità delle aule", spiegano dal Collettivo Visconti a Fanpage.it. La scuola non è attrezzata per accogliere studenti in sedia a rotelle: "Non si può accedere neanche al piano terra se non si è sollevati e portati per le scale , figurarsi nei piani successivi. Non c'è un montascale o un'ascensore – hanno aggiunto dal collettivo – Abbiamo ottenuto un incontro con la Città Metropolitana: ci hanno detto che una rampa fissa è totalmente infattibile per ragioni di spazio".

Il liceo Visconti contro il decreto anti-rave.
Il liceo Visconti contro il decreto anti-rave.

Così hanno ricevuto la promessa di ricevere, entro Natale, un montascale cingolato: "Anche in quel caso, però, non mancano i problemi: il rischio che non funzioni a causa dei gradoni in marmo è elevato e anche lo stesso utilizzo dello strumento richiederebbe la presenza di una persona qualificata, da formare e da pagare appositamente. Senza contare che occorrerebbe attendere un altro mese". Gli e le studenti richiedono, infine, di poter utilizzare la aule da piccionaia, aule nella parte più alta dell'edificio chiuse che da tempo sono sotto il controllo del Mibact: "Ufficialmente sono state trasformate in un museo per la forma architettonica, ma per accedere è necessario inviare un'email. Da tempo chiediamo che tornino alla nostra scuola: prima ci hanno detto che c'erano stati problemi con gli appalti, poi con le impalcature. In teoria ora sono ricominciati i lavori, ma anche in questo caso occorre aspettare Natale."

Le ragioni politiche dell'occupazione al liceo Visconti e al liceo Manara

Le ragioni della protesta sono relative anche alla richiesta di abolizione dei PCTO (ex alternanza scuola-lavoro), "che nell’ultimo anno hanno causato la morte di tre nostri coetanei, Lorenzo Parelli, Giuseppe Lenoci e Giuliano De Seta". Il governo Meloni, spiegano gli studenti, sta "proseguendo e accelerando la trasformazione del sistema scolastico italiano in una vera e propria "scuola-gabbia" in cui solo i più forti e privilegiati riescono a sopravvivere. Persino il nome del MIUR, il Ministero della pubblica istruzione, è stato cambiato in “Ministero dell’Istruzione e del Merito”, a sottolineare l’importanza della competizione in tutti i campi della scuola pubblica".

Un altro tema sollevato dai ragazzi è relativo al cosiddetto "decreto anti-rave", "che nella sua genericità intenzionale lascia alla discrezione delle forze dell’ordine lo scioglimento di qualsiasi raduno superiore alle cinquanta persone, con pene dai tre ai sei anni per tutti i partecipanti e con la possibilità di ricevere misure preventive come il daspo se solo si è sospettati di aver commesso questa infrazione. La vera finalità di questo provvedimento è impedire le manifestazioni spontanee e la nascita di movimenti di protesta come quello studentesco dell’anno passato, che con più di 50 scuole occupate ha mobilitato studenti da tutte le regioni d'Italia. Esigiamo l’abrogazione immediata del decreto in questione, che rappresenta una violazione inaccettabile dei principi della Costituzione e un violento attacco alla libertà di espressione".

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