Alessia Sbal travolta da tir, chiesto sconto di pena per il camionista: tensione in aula, udienza sospesa

Tensione oggi in aula durante la nuova udienza del processo per l'omicidio di Alessia Sbal, la donna di 43 annitravolta e uccisa da un tir sul Grande Raccordo Anulare a dicembre 2022. La sorella della vittima ha preso la parola in aula per ‘invitare' i giudici a leggere le carte del processo, negando che la sorella sia morta sul colpo dopo l'incidente. Il riferimento è al fatto che la difesa del camionista ha chiesto, con il benestare della procura, la riduzione della pena da otto a sei anni escludendo l'omissione di soccorso. Questo perché, hanno sostenuto i legali di Flavio Focassati, la donna è morta subito dopo l'impatto col camion: soccorrerla, quindi, sarebbe stato impossibile.
"Si è trattato di un impatto che ha causato una morte istantanea – le parole della procuratrice generale -. E dunque il capo b, l'omissione di soccorso, non sussiste perché il reato non è configurabile". La Corte ha poi chiesto alle parti civili se era stato ricevuto un risarcimento, ed è a quel punto che la sorella di Alessia Sbal ha invitato i giudici a leggere gli atti. "Mia sorella non è morta sul colpo, conosco gli atti a memoria". Data la tensione che si è venuta a creare in aula, l'udienza è stata sospesa, e poi rinviata al prossimo dieci aprile.
Alessia Sbal è morta il 4 dicembre 2022. La donna stava viaggiando nella carreggiata interna del Grande Raccordo Anulare e stava parlando al viva voce con un'amica, quando il camion guidato da Focassati l'ha superata e urtata, facendole saltare lo specchietto. A quel punto Sbal ha cominciato a suonare e a fare i fari al camionista, facendolo accostare nella piazzola di sosta. Ne è nata una discussione, con la donna che ha chiamato il 112 per denunciare l'accaduto. Il camionista però, è risalito sul mezzo ed è partito, investendo la 43enne, nonostante lei gli urlasse "Fermati fermati, mi stai venendo addosso".