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La truffa dei badanti: condannati per il raggiro sull’eredità da 25 milioni di Amalia Musso

Tre badanti e un avvocato sono stati condannati in primo grado per circonvenzione di incapace: l’avvocato Saverio F. a cinque anni e otto mesi, il badante G.M a quattro anni e mezzo, Z.H. a tre anni e due mesi e M.G. a due anni.
A cura di Enrico Tata
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Un'anziana vedova con un'eredità da 25 milioni di euro. I tre badanti e un avvocato che tentano di impossessarsene, e inizialmente ci riescono. Riescono infatti a far firmare alla donna un testamento con cui si spartiscono, di fatto, il suo patrimonio. Ma quell'atto è nullo, hanno stabilito i giudici del tribunale di Roma, perché è stato ottenuto tramite circonvenzione di incapace. E per questo i quattro responsabili sono stati condannati in primo grado: l'avvocato Saverio F. a cinque anni e otto mesi, il badante G.M a quattro anni e mezzo, Z.H. a tre anni e due mesi e M.G. a due anni.

Chi era la vittima, Amalia Maria Musso vedova del calciatore Piacentini

La vittima, Amalia Maria Musso, è morta nel 2019 quando aveva 91 anni. Era la moglie di Sergio Piacentini, calciatore, storico terzino del Grande Torino. Nata a Morbello, comune in provincia di Alessandria, conosce Piacentini e lo segue in tutte le squadre in cui ha militato: prima nel Torino, con cui ha vinto due scudetti, poi nella Sampdoria e infine nella Lazio, a Roma. Musso acquista una boutique nel centro della Capitale, che in breve tempo diventa punto di riferimento per la città. Nel 1990 Piacentini muore a 69 anni e la moglie decide di vendere l'attività e da quel momento si dedica ad attività benefiche.

La truffa dei badanti per l'eredità

Nell'ultimo periodo, però, tre badanti cercano di mettere le mani sul suo patrimonio. Secondo i magistrati avrebbero approfittato "dello stato di deficienza psichica della persona offesa". In particolare un'imputata "la induceva a nominarla sua erede universale, lasciando alla stessa tutti i suoi beni, per un valore complessivo di circa 25 milioni di euro". La donna viene cacciata alla fine del 2017 e a quel punto subentrano altri due badanti: anche questi, in concorso con un avvocato, tentano di entrare in possesso dell'eredita, facendosi promettere, con testamento pubblico, rispettivamente due milioni di euro e un milione di euro. A uno dei due sarebbe dovuto andare anche un prestigioso appartamento sul lungotevere Flaminio.

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