Manifestazione per l’Europa pagata con i soldi del Campidoglio: indaga la Corte dei Conti

La Corte dei Conti ha aperto un'indagine per chiarire da dove provengano i soldi utilizzati per organizzare e svolgere la manifestazione "Una piazza per l'Europa – Tante città, un'unica voce" che si è tenuta sabato 15 marzo dopo gli attacchi delle opposizioni che hanno definito un evento "un comizio spacciato per evento istituzionale". Una polemica che è continuata anche durante l'Assemblea Capitolina, quando gli esponenti di Fratelli d'Italia hanno avviato una protesta urlando "Vergogna capitale". La decisione di avviare l'inchiesta contabile è arrivata dopo l'esposto presentato dal consigliere leghista capitolino Fabrizio Santori.
Le indagini della Corte dei Conti
A condurre queste verifiche sarà Paolo Rebecchi, il procuratore regionale della Corte dei Conti che ha scelto di seguire direttamente la vicenda per evitare fughe di notizie. Sul campo, ad affiancarlo, invece, probabilmente ci saranno gli agenti della Guardia di Finanza, come riporta il Corriere della Sera. Lo scopo è quello di chiarire se si sia trattato o meno di un utilizzo non consono dei fondi messi a disposizione dal Campidoglio.
Fra le azioni prioritarie da svolgere c'è l'acquisizione dei documenti presso Zetema, la società capitolina che ha organizzato l'iniziativa con una serie di affidamenti diretti: la gara d'appalto sarebbe stata esclusa per le tempistiche troppo ravvicinate.
Le spese per la manifestazione per l'Europa
A sollecitare l'intervento della Corte dei Conti, come precisato, un esposto presentato dal consigliere leghista Santori. Nel documento vengono riportate alcune spese che sarebbero state sostenute dal comune di Roma, come l'acquisto dei biglietti del treno e l'alloggio per gli ospiti, l'allestimento del palco, l'attrezzatura per i video, ma anche le collanine promozionali porta-badge fino alla fornitura di luce nella piazza per un totale di circa 350mila euro, a detta di Santori. Spese che, una volta partita l'indagine, saranno poste al vaglio degli inquirenti. Non si esclude, infine, che possano presto aggiungersi altri esposti fra cui quello del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.