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Trump conferma dazi del 25% contro prodotti Ue: come reagirà l’Europa e quali conseguenze per l’Italia 

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’intenzione di imporre dazi doganali del 25% sui prodotti europei, suscitando preoccupazioni in Europa. L’Unione Europea ha risposto con fermezza, dichiarando che adotterà misure proporzionate contro questi dazi. La situazione così sembra complicarsi ulteriormente per l’Italia.
A cura di Francesca Moriero
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Nel corso della sua prima riunione con il gabinetto alla Casa Bianca, Donald Trump ha confermato l'intenzione di applicare dazi doganali del 25% sui prodotti provenienti dall'Unione Europea, sottolineando che questa misura sarebbe in linea con i dazi già previsti per Canada e Messico, con entrata in vigore programmata per l'inizio di aprile. L'annuncio ha immediatamente scatenato le reazioni a livello globale, con l'Unione Europea che ha promesso una risposta "ferma e proporzionata" contro quelle che considera barriere ingiustificate al commercio. La Commissione ha ribadito che la sua priorità sarà proteggere le aziende, i lavoratori e i consumatori europei. La replica si è anche concentrata sulla necessità di mantenere intatto l'accordo commerciale transatlantico, il più grande del mondo, con un volume di scambi annuale superiore a 1,5 trilioni di dollari. La decisione del presidente degli Stati Uniti potrebbe incidere fortemente anche sull'Italia, colpendo settori chiave come acciaio, alluminio, tecnologia, farmaceutici e auto.

L'accusa di Trump: l'Europa sfrutta gli Stati Uniti

Trump non ha risparmiato critiche all'Unione Europea, accusandola di "approfittarsi" degli Stati Uniti e di aver creato un sistema che, a suo dire, avrebbe danneggiato l'economia americana. Ha poi fatto riferimento a un presunto deficit commerciale di 300 miliardi di dollari con l'Europa, cifra che la Commissione Europea contesta, affermando che il dato corretto sarebbe di circa 157 miliardi di dollari. L'Europa comunque si prepara a rispondere, ma il rischio di un'escalation nelle tensioni commerciali si fa sempre più concreto. Il presidente statunitense ha già lasciato intendere che non intende concedere esenzioni: "Se un Paese impone un dazio sugli Stati Uniti, faremo lo stesso", aveva dichiarato a metà febbraio, riferendosi a una politica di dazi reciproci, che potrebbe coinvolgere anche l'Italia.

La reazione europea e il rischio di una recessione globale

Le risposte dall'Ue non hanno tardato ad arrivare: "L'Europa reagirà in modo fermo e immediato alle barriere ingiustificate al commercio libero ed equo, anche quando i dazi vengono utilizzati per contestare politiche legittime e non discriminatorie", ha detto infatti una portavoce della Commissione europea in risposta all'annuncio di Trump. "L'Ue proteggerà sempre le aziende, i lavoratori e i consumatori europei dai dazi ingiustificati".

"L'Unione europea è il più grande mercato libero del mondo. Ed è stata una manna per gli Stati Uniti. Creando un mercato unico ampio e integrato, l'Ue ha facilitato il commercio, ridotto i costi per gli esportatori statunitensi e armonizzato standard e regolamenti in 27 Paesi. Di conseguenza, gli investimenti statunitensi in Europa sono altamente redditizi. Le aziende americane sono state in grado di investire e generare entrate sostanziali, proprio perché l'Ue è un mercato ampio e unificato che fa bene alle aziende. E questo è' anche un fattore chiave che contribuisce al commercio transatlantico di beni e servizi che ammonta a oltre 1,5 trilioni di dollari all'anno, il più grande rapporto commerciale e di investimento bilaterale al mondo".

Le implicazioni geopolitiche

La Commissione Europea ha dichiarato che, se confermati, i dazi americani potrebbero avere gravi ripercussioni economiche a livello mondiale: secondo le stime, il Pil globale potrebbe infatti ridursi fino al 7%, un impatto che coinvolgerebbe tanto l'Europa quanto gli Stati Uniti. Le preoccupazioni si estenderebbero anche all'industria europea, in particolare al settore siderurgico e automobilistico, già indeboliti da fattori economici interni e dalla concorrenza internazionale. Il commissario agli Affari economici, Valdis Dombrovskis, in un'intervista a Repubblica sulla minaccia dei dazi Trump ha dichiarato così: "Prendiamo atto e ci dispiace delle dichiarazioni sull'intenzione di introdurre dazi contro l'Unione Europea. Noi li consideriamo ingiustificati. Sarà un problema per la crescita economica sia in Europa sia negli Stati Uniti. E anche altri Paesi. C'è il rischio che si verifichi una frammentazione economica globale. Ci sono stime del Fmi secondo cui a medio termine il Pil globale scenderà del 7%. È come perdere il Pil complessivo della Germania e della Francia. L'impatto negativo è evidente" e poi aggiunge "È uno scenario che vogliamo scongiurare. Continueremo comunque a impegnarci con gli Stati Uniti con un approccio positivo. Ma siamo pronti a reagire in modo fermo e proporzionato con dei contro-dazi quando sarà necessario. Difenderemo le nostre aziende, i nostri lavoratori e i consumatori".

Le conseguenze per l'Italia

Tra i Paesi più esposti alle nuove imposizioni commerciali ci sarebbe anche l'Italia, con il suo settore agroalimentare, automobilistico e farmaceutico ma non solo, perchè l'Italia, poi, è anche uno dei principali esportatori di vino e prodotti alimentari negli Stati Uniti, mercati che quindi potrebbero vedere anche qui una riduzione delle esportazioni. E se da un lato Matteo Salvini apre a una trattativa bilaterale con gli Usa sui temutissimi dazi, Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, in un'intervista a Repubblica di questa mattina, 28 febbraio, ha espresso invece preoccupazione per le conseguenze che queste misure potrebbero avere anche sul Pil regionale, considerando gli Stati Uniti uno dei principali partner commerciali: il Veneto, infatti, esporta merci per oltre otto miliardi di euro, con settori come il turismo, l'agroalimentare, l'alto tecnologia e l'aerospazio molto dipendenti dal mercato americano. Zaia ha sottolineato la necessità di trattare con gli Stati Uniti, ma ha criticato la debolezza politica dell'Unione Europea, suggerendo che l'Italia, grazie ai suoi buoni rapporti con Trump, potrebbe giocare un ruolo chiave nelle trattative: "L'Unione europea deve rispondere in maniera unita, ma la vedo debole, afona, non autorevole. E mi dispiace constatarlo, da europeista".

La risposta dell'opposizione: "Attacco frontale al nostro export"

"Trump annuncia dazi al 25% per l'Unione Europea, una guerra commerciale che pagheranno imprese, lavoratrici e lavoratori italiani. È finito per Giorgia Meloni il tempo del tentennamento: deve scegliere da che parte stare e, dopo il silenzio imbarazzante di questi giorni di attacchi di Trump sull'Unione Europea e l'Ucraina, ora dica da che parte sta perché questa guerra commerciale la pagano davvero imprese, lavoratrici e lavoratori italiani", ha dichiarato la segretaria del Pd, Elly Schlein, parlando con i cronisti alla Camera. Per Angelo Bonelli (Avs) si tratta di "un attacco frontale al nostro export e a settori strategici del Made in Italy. Di fronte a questa minaccia, l'Europa deve rispondere con fermezza, boicottando prodotti Usa, come già fatto dal Canada. Trump sta portando il mondo verso un conflitto globale: come pensa di difendere l'interesse nazionale la ‘sovranista' Giorgia Meloni? Continuerà a essere vassalla di Trump o si opporrà a questa politica che danneggia imprese e lavoratori italiani?". Anche Giuseppe Conte, presidente del M5s si è espresso in merito: "Anche oggi cercasi patrioti. Spariti dai radar. Trump annuncia dazi del 25% contro l'Europa e Meloni perde le parole. L'uomo di Musk richiama all'ordine Fratelli d'Italia e nemmeno una reazione di orgoglio. Meloni ci sei?", ha scritto infatti sui suoi social network.

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