Test medicina 2025, come cambia l’accesso senza quiz d’ingresso: il decreto arriva in Cdm

Si avvicina il nuovo sistema per accedere alla facoltà di Medicina dal 2025/2026: niente più test con quiz d'ingresso, ma il primo semestre gratuito e poi una graduatoria nazionale sulla base dei primi esami. Come anticipato negli scorsi giorni, il ministero dell'Università ha stilato il primo decreto legislativo.
Domani, a poco più di due settimane dall'approvazione della legge delega che ha abolito il test di Medicina, il testo arriverà al Consiglio dei ministri per l'approvazione preliminare. Fanpage.it ha potuto leggere una bozza del documento, e alcuni dei dettagli vengono già chiariti. Per altri servirà un nuovo decreto ministeriale atteso nei prossimi mesi.
Via libera all'iscrizione gratuita al semestre filtro di Medicina e a un'altra facoltà, anche in sovrannumero, ma lo si potrà fare al massimo tre volte. Per accedere al secondo semestre ci sarà una graduatoria nazionale, sulla base dei risultati dei primi esami. Chi non finisce abbastanza in alto per continuare a Medicina potrà comunque proseguire nell'altra facoltà, tenendo i Cfu ottenuti fino a quel momento.
Come accedere a Medicina 2025/26: la bozza del decreto
Il decreto regola l'accesso a Medicina, ma anche Odontoiatria e Veterinaria. Ciascuno studente si iscriverà liberamente al cosiddetto semestre filtro di Medicina (o una delle altre due facoltà), e contemporaneamente si dovrà immatricolare anche in un altro corso di studi di area biomedica, sanitaria, farmaceutica o veterinaria. Sarà quindi iscritto a due facoltà, in entrambi i casi senza pagare. Le due immatricolazioni potranno anche avvenire in università diverse, e anche in sovrannumero.
Non è finita: quando ci si iscrive bisognerà anche presentare una lista delle università (almeno cinque, ma i dettagli saranno stabiliti in seguito con un altro decreto) in cui vorrebbe frequentare il secondo semestre, in ordine di preferenza. Sia che passi gli esami di ammissione a Medicina, sia che venga ‘respinto' e debba ripiegare sull'altra facoltà a cui è immatricolato, la sua università sarà scelta da questa lista in base alla graduatoria nazionale.
Uno dei problemi più immediati potrebbe essere il numero eccessivo di studenti iscritti, per le università. Il decreto ‘scarica' in parte questo problema sugli atenei, che dovranno garantire "adeguate modalità di erogazione della didattica" anche se ci sono troppe matricole. Si potranno ignorare tutti i limiti legali sulla "numerosità massima delle classi", e potranno esserci "attività didattiche integrative".
Un paletto importante per tutti è questo: l'iscrizione al semestre filtro potrà avvenire al massimo tre volte. Chi dà gli esami può anche tirarsi indietro prima che venga formata la graduatoria nazionale, ma in questo caso rinuncerà ai voti ottenuti negli esami, e quindi ai relativi crediti. Altro limite: le novità, almeno per quest'anno, non varranno per i corsi di Medicina in lingua inglese e per le università private.
Come funzionerà l'esame senza quiz per il secondo semestre di Medicina
Quando il primo semestre sarà concluso, arriverà il momento degli esami. Questi sono, di fatto, ciò che sostituirà il quiz d'ingresso. Infatti, gli studenti per accedere al secondo semestre dovranno superare tutti gli esami del semestre filtro: qui otterranno un punteggio che sarà usato per stilare la graduatoria nazionale.
Chi supera gli esami e finisce abbastanza in alto nella graduatoria sarà immatricolato in una delle sedi universitarie che aveva indicato. Se non ci sono posti sufficienti ma ha comunque ottenuto un punteggio alto, potrà anche essere immatricolato "in un'altra sede".
Chi invece viene ‘bocciato' dalla graduatoria nazionale potrà proseguire nell'altro corso di laurea in cui si era immatricolato, e terrà tutti i Cfu che ha ottenuto con questi primi esami, o almeno quelli "relativi relativi alle discipline qualificanti comuni". Se lo studente ha ottenuto solo alcuni dei Cfu dei primi esami, starà alle singole università decidere se riconoscergli solo quelli che ha effettivamente preso, oppure no. Infine, ci sarà comunque la possibilità di iscriversi a "un altro corso di studi".
Cosa non sappiamo ancora sull'accesso a Medicina
Molte informazioni, come detto, devono ancora essere definite. Servirà un decreto ministeriale, che dovrà essere emanato entro due mesi dal momento in cui questo decreto entrerà in vigore. Bisogna considerare che il decreto legislativo domani avrà un'approvazione preliminare, poi passerà alle commissioni parlamentari competenti per ricevere un parere, e infine tornerà al Consiglio dei ministri per il via libera definitivo. Solo a quel punto potrà entrare in vigore.
Calendario alla mano, a seconda dei tempi delle commissioni e del governo per la pubblicazione, il decreto ministeriale con gli ultimi dettagli potrebbe arrivare in estate. Ma il ministero dell'Università potrebbe anche cercare di accelerare i tempi.
Il nuovo decreto, ad esempio, dovrà stabilire quali sono i corsi di laurea a cui ci si potrà iscrivere come ‘alternativa' a Medicina. In più serviranno una serie di dettagli tecnici: come ci si potrà iscrivere temporaneamente all'università? Gli studenti che sono immatricolati solo per un semestre potranno accedere a tutti i benefici, come le borse di studio? Quale procedura dovrà seguire chi, dopo non essere riuscito a entrare a Medicina, preferirà iscriversi a tutt'altra facoltà, ignorando anche quella a cui era iscritto in via temporanea?
E ancora: quali materie si studieranno in questo primo semestre filtro? Dovranno essere "nelle aree di scienze biologiche, chimiche e fisiche", ma per ora non si sa di più. Anche in questo caso bisognerà aspettare il decreto ministeriale. Che avrà il compito anche di "armonizzare" i piani di studio dei corsi di laurea dell'area "biomedica, sanitaria, farmaceutica e veterinaria".
Infine, il decreto ministeriale chiarirà quali saranno le prove d'esame per passare al secondo semestre, uniformi su tutto il territorio nazionale. Tra le ipotesi che circolano in questi giorni c'è quella di un unico test scritto, da poter ritentare una volta, ma non c'è ufficialità su questo.