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“Su Berlusconi decisione rapida”: ecco come la Giunta può far saltare il piano di Silvio

Continuano le schermaglie fra la difesa del Cavaliere e le forze politiche decise a votare la sua decadenza. E il Presidente della Giunta avverte: “Abbiamo l’imperativo dell’immediatezza”.
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"Non conosco ancora la proposta del relatore, ma ritengo ragionevole che la giunta si possa esprimere, per approvarla o respingerla, entro la fine della prossima settimana". Sono queste parole, pronunciate dal Presidente della Giunta per le Elezioni del Senato, il vendoliano Dario Stefàno, ad occupare il centro della polemica politica odierna. E a preoccupare non poco il Cavaliere. In effetti, Stefàno, in una intervista a L'Unità, pur ammettendo che "c'è da garantire il diritto alla difesa, con le invalicabili prerogative difensive che vorremmo fossero riconosciute a tutti i parlamentari", si mostra determinato a far sì che siano rispettate "le decisioni della magistratura" e che dunque si possa ad arrivare ad una "decisione in tempi ragionevolmente rapidi e senza scappatoie elusive". Un percorso che secondo Stafàno non subirebbe eccessivi rallentamenti nemmeno nel caso in cui Berlusconi chiedesse di essere ascoltato dalla Giunta: "Le ipotesi procedurali sono due: la giunta può deliberare, ai sensi dell'art. 13 del regolamento per la verifica dei poteri, l'attivazione di un Comitato inquirente, che poi procede all'audizione; oppure può deliberare la contestazione dell'elezione. Procedura che, nel passaggio immediatamente successivo, prevede l'intervento diretto delle parti".

Di opposto parere il relatore in Giunta, il pidiellino Andrea Augello, il quale ricorda: "Ci sono precedenti in cui le giunte hanno preso tempi molto lunghi per decidere, ma non perché c'era di mezzo la pena accessoria da definire". Anche perché non ci sono dubbi sul fatto che verranno sollevate delle eccezioni di costituzionalità alla legge Severino: "Come relatore ho il dovere di riepilogare i contenuti della difesa e affrontare i nodi della legge Severino, ora resta da capire se la Giunta possa ricorrere alla Consulta in via preliminare o solamente in fase di contestazione". Insomma, la sensazione è che si andrà verso un vero e proprio braccio di ferro, con la discussione sui passaggi procedurali più che sul merito della questione. È in effetti la scelta della difesa del Cavaliere, che sa benissimo che di fronte ad una decisione "di merito" opposizione e Partito Democratico non potrebbero far altro che ratificare la decadenza del Cavaliere. Ecco il senso della discussione su procedura, competenze e costituzionalità, che potrebbe anche rappresentare un compromesso accettabile per il Pd, che non si esporrebbe ad un voto immediato e regalerebbe un residuo margine di azione all'alleato di Governo.

Del resto gli equilibri interni alla Giunta sono cristallizzati e non sembrerebbe lecito attendersi grosse sorprese nel momento in cui si dovesse andare ad un voto definitivo. In effetti sui 23 membri della Giunta sono 5 quelli ad aver espresso già il proprio orientamento (M5S e Sel), quota che unita agli 8 membri del Pd consentirebbe già di raggiungere la maggioranza (e senza dimenticare le possibili scelte di Scelta Civica, Gruppo per le Autonomie, Sudtiroler Volkspartei e Lega Nord, che hanno un rappresentante a testa). E arrivare al voto decisivo in queste condizioni è la sola cosa che il Cavaliere vuole evitare.

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A Fanpage.it fin dagli inizi, sono condirettore e caporedattore dell'area politica. Attualmente nella redazione napoletana del giornale. Racconto storie, discuto di cose noiose e scrivo di politica e comunicazione. Senza pregiudizi.
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