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Stipendi, a marzo 2025 saranno più bassi: come cambiano le buste paga e per chi con addizionali e Irpef

A marzo i lavoratori dipendenti subiranno una diminuzione dell’importo netto in busta paga a causa dell’applicazione delle addizionali comunali e regionali, che si sommano all’Irpef. Questo effetto si verifica perché, oltre al saldo dell’anno precedente, scatta anche la trattenuta dell’acconto per l’anno in corso. L’impatto dipenderà dal Comune di residenza.
A cura di Francesca Moriero
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A marzo molti lavoratori dipendenti vedranno una diminuzione dell'importo netto in busta paga: questo avviene perché, oltre alle normali trattenute fiscali, si aggiunge l'acconto per le addizionali comunali, che si somma al saldo dell'anno precedente. Il risultato è una doppia trattenuta che abbassa l'importo in busta paga rispetto ai mesi precedenti. L'impatto varia in base al Comune di residenza e riguarda anche le pensioni. Ecco cosa cambia e come calcolare la differenza.

Perché gli stipendi di marzo saranno più bassi: l'acconto 2025 in busta paga

Nel cedolino di marzo i lavoratori vedranno l'aggiunta della trattenuta dell'acconto per il 2025, oltre al saldo del 2024. Questo comporta una doppia imposizione che riduce ulteriormente l'importo netto in busta paga. A dicembre, invece, queste trattenute non vengono applicate, rendendo così l'ultimo stipendio dell'anno più alto.

Come funzionano le addizionali comunali e regionali

Il datore di lavoro, in qualità di sostituto d'imposta, trattiene dalla busta paga sia l'Irpef sia le addizionali locali, con due modalità:

  • Addizionale regionale: trattenuta da gennaio a novembre per il saldo dell'anno precedente;
  • Addizionale comunale: trattenuta sia in saldo (da gennaio a novembre) sia in acconto (da marzo a novembre).

Il cambiamento dello stipendio dipenderà dal Comune

L'impatto della trattenuta dipenderà dal Comune di residenza, poiché le addizionali comunali variano tra lo 0,2% e lo 0,8% del reddito imponibile, con alcune eccezioni come Roma (0,9%).

L'esempio su uno stipendio di un lavoratore di Roma

Un lavoratore con stipendio lordo di 30mila euro annui pagherà 270 euro di addizionale comunale all'anno, così suddivisi:

  • Acconto (30%): trattenuto da marzo a novembre (~10 euro al mese);
  • Saldo (70%): trattenuto da gennaio a novembre (~16 euro al mese).

A marzo, con la doppia trattenuta, lo stipendio sarà inferiore di circa 10 euro rispetto a febbraio.

L'esempio su uno stipendio di un lavoratore di Milano

Un lavoratore con stipendio lordo di 50mila euro annui pagherà 400 euro di addizionale comunale all’anno:

  • Saldo (gennaio-novembre): ~26 euro al mese;
  • Acconto (marzo-novembre): ~13 euro al mese.

A marzo, la busta paga sarà più leggera di circa 13 euro rispetto a febbraio.

Anche le pensioni subiscono la trattenuta

Le stesse regole si applicano anche ai pensionati: ad esempio, un pensionato residente a Roma con un assegno lordo di 1.500 euro pagherà 162 euro annui di addizionale comunale, con una trattenuta di circa 5,40 euro al mese da marzo a novembre.
A Milano, invece, un pensionato con una pensione lorda di 2.500 euro pagherà circa 8 euro al mese. Il cedolino di marzo 2025 è già consultabile nel cassetto previdenziale online dal 20 febbraio, mentre i pagamenti seguiranno invece il calendario Inps:

  • Dal 1° marzo: ritiro in contanti presso Poste Italiane (secondo calendario alfabetico);
  • Dal 3 marzo: accredito su conti correnti bancari e postali.

Dal primo marzo si potrà eseguirei il ritiro in contanti presso Poste Italiane.

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