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Sondaggi politici, chi vincerebbe le elezioni se si votasse oggi: il Pd riduce il distacco da FdI

La distanza tra Fratelli d’Italia e Pd è ancora parecchio ampia ma negli ultimi giorni si è leggermente ristretta. FdI si assesta al 30%, i dem crescono e sfiorano il 24%, e il distacco scende a poco più di sei punti. Intanto calano M5s e Lega, mentre sale Forza Italia. Ecco i risultati del sondaggio politico realizzato da Emg per Rai.
A cura di Luca Pons
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Fratelli d'Italia non si può dire certo in difficoltà, ma negli ultimi giorni fa registrare un calo leggero. Nello stesso periodo, il Partito democratico cresce, anche se il distacco trai due resta significativo. Va bene Forza Italia, mentre sono in discesa il Movimento 5 stelle e la Lega. Ecco quali sono i risultati dell'ultimo sondaggio politico realizzato da Emg per Rai.

Fratelli d'Italia va al 30% scendendo dello 0,2%. Il partito di Giorgia Meloni non scende al di sotto della soglia ‘psicologica' del 30%, e si mantiene comunque con ampio margine la prima forza politica del Paese. Il calo può essere una flessione fisiologica, ma per il momento la premier può anche evitare di preoccuparsene, dato che sembra continuare a crescere nei sondaggi.

Nel resto del centrodestra, Forza Italia cresce al 9,1% (+0,2%) e la Lega scende all'8,7% (-0,2%). Fino a pochi giorni prima, i due partiti erano appaiati nelle rilevazioni di Egm. Ora, anche qui – come in molti altri sondaggi nazionali – i forzisti hanno effettuato il sorpasso. Il distacco è di pochi decimi di punto, ma sembra confermare che FI ha superato il Carroccio. Un tema di cui si potrebbe discutere sempre più mentre si avvicinano le prossime elezioni regionali.

Il Partito democratico cresce al 23,8%, con un risultato inverso a quello di FdI: +0,2%. I dem possono essere soddisfatti di avvicinarsi al 24%. Anche se la distanza con i meloniani è ampia, nel complesso si riduce di quasi mezzo punto e arriva a poco più di sei punti. Non è un margine che si potrà richiudere a breve, ma è meglio di quanto si registrasse all'inizio della legislatura.

Va male il Movimento 5 stelle: 11,4%, in discesa di due decimi. In queste settimane il M5s sta attaccando molto il governo sul tema delle bollette – una strategia condivisa anche con il Pd di Schlein – ma per adesso non sembra che la scelta abbia pagato in termini di consenso, anche se la flessione è leggera.

Alleanza Verdi-Sinistra cresce leggermente al 5,9%, andando su di un decimo ma non sforando la soglia del 6%. Migliora anche Azione di Carlo Calenda, al 2,3%, sempre con un solo decimo di guadagno. In discesa invece Italia viva di Matteo Renzi (2,6%, -0,1%) e +Europa (1,9%, -0,1%). Chiude la ‘classifica' Noi moderati, l'ultimo schieramento di centrodestra, stabile all'1,3%.

Sommando i consensi, oggi la coalizione di maggioranza prenderebbe il 49,1% dei voti. Anche più di quanto preso nel 2022, alle ultime elezioni politiche. L'aumento è dovuto soprattutto alla crescita di Fratelli d'Italia, mentre la Lega è scesa ulteriormente.

Dall'altra parte, invece, è complesso fare un calcolo per l'opposizione. Se, ad esempio, si presentassero insieme Pd, M5s e Avs, sulla carta potrebbero arrivare al 41,1%. Gli altri (Italia viva, Azione e +Europa) avrebbero nel complesso un 6,8% che basterebbe per arrivare quasi in parità con il centrodestra, ma non per superarlo. In ogni caso, ragionamenti di questo tipo potrebbero diventare più precisi quando, avvicinandosi alle prossime elezioni (previste nel 2027), si capirà se e come si formeranno le nuove alleanze.

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