video suggerito
video suggerito

Salvini al citofono, l’accusa del 17enne: “Ora tutti mi chiamano spacciatore”

Il 17enne finito al centro del dibattito pubblico in seguito al blitz di Matteo Salvini nella periferia bolognese, che ha suonato al suo citofono per chiedergli se spacciasse, racconta l’impatto dell’episodio: “Ora tutti mi chiamano spacciatore”, accusa. Ma il leader della Lega non fa marcia indietro: “Se quel ragazzo non è uno spacciatore avrà tutte le mie scuse, ma lascio che polizia a carabinieri appurino la verità. Per ora l’unica vittima è la signora che ha segnalato lo spaccio a cui hanno sfasciato la macchina”.
A cura di Annalisa Girardi
3.656 CONDIVISIONI
Immagine

"Fino a 3 giorni fa mi chiamavano Yaya la ‘cartola' (un espressione bolognese usata per descrivere una persona simpatica, ndr), adesso mi chiamano Yaya lo spacciatore, è stata una brutta botta": queste le parole del ragazzo 17enne finito al centro del dibattito pubblico dopo la citofonata di Matteo Salvini, che martedì scorso ha suonato a casa del giovane di origini tunisine chiedendo se lì si spacciasse. I residenti del quartiere Pilastro e alcune associazioni hanno organizzato un presidio, a cui hanno partecipato anche il ragazzo e la sua legale, Cathy La Torre, "per reagire all'odio che si è scatenato"dopo il blitz del leader leghista nel rione.

"Con la droga io non sono garantista, la droga è morte. Se quel ragazzo non è uno spacciatore avrà tutte le mie scuse e lascio che polizia a carabinieri appurino la verità", ha commentato oggi l'ex ministro dell'Interno dalla trasmissione Agorà. Salvini ha continuato a giustificare il suo gesto: "Avevo informazioni sullo spacciatore del Pilastro, non solo dalla signora ma anche dal quartiere: dove ci sono mamme e ragazze che combattono la droga per me è un dovere stare con loro. Per ora l’unica vittima della vicenda è la signora che ha segnalato lo spaccio alla quale hanno sfasciato la macchina".

La legale del ragazzo, postando un video su Facebook, è intervenuta così: "Il ragazzo di spalle è Yassin. Nascondo il suo volto perché è un minorenne, ha solo 17 anni. Posso dire il suo nome perché qualcun altro, ieri sera, in diretta sulla sua pagina, seguita da milioni di persone e ripreso da tutti gli organi di informazione, lo ha detto a microfoni unificati. Nome, Cognome, persino il Cognome della madre e il piano dove vive. Lo ha detto citofonando a casa sua e chiedendo “Lei è uno spacciatore?”. Così. Perché una signora glielo ha detto. E lui, a favor di telecamera, non ha perso l’occasione per gettare un altro po’ di odio contro gli stranieri. Perché questo è il punto: far passare lo straniero, in questo caso un “tunisino”, per uno spacciatore".

L'attivista ha affermato che il 17enne non avrebbe precedenti penali di nessun tipo. E poi, rivolgendosi direttamente a Salvini: "Da ieri, per tanti, è “Yassin lo spacciatore”. Perché un ex Ministro dell’Interno ha citofonato a casa sua chiedendogli “lei è uno spacciatore”. Perché serviva dare in pasto ai suoi fan l’immigrato delinquente. Ma ancora una volta, al Capitano, ha detto male. Si è scusato per il video in cui ha preso in giro un ragazzo dislessico. Questa volta le scuse non credo basteranno".

3.656 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views