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Ritardi liste d’attesa, il ministro Schillaci dà la colpa alle Regioni: “Non hanno usato tutti i fondi”

Durante il question time al Senato il ministro della Salute Orazio Schillaci ha dato la colpa dei ritardi nelle liste d’attesa alle Regioni, responsabili di non aver usato tutti i fondi messi a disposizione. “O si applica la legge o si deve rispondere delle proprie inadempienze”, ha dichiarato.
A cura di Giulia Casula
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Nonostante gli interventi del governo, permangono i ritardi sulle liste d'attesa. In Aula durante il question time il ministro della Salute Orazio Schillaci ha dato la colpa delle carenze alle Regioni, responsabili di non aver usato tutti i fondi messi a disposizione. "Sulle liste di attesa abbiamo una riforma organica e non un intervento spot. Non è accettabile che a mesi dall'approvazione, la legge non è applicata. I dati indicano che ancora non sono state impiegate tutte le risorse assegnate dal 2022 al 2024 e in alcuni casi i fondi sono stati usati per tappare dei buchi", ha dichiarato in Aula.

"Dove si applica la legge ci sono i risultati ma in Italia c'è una situazione a macchia di leopardo. La strada è quella della seria collaborazione e non del qualunquismo. O si applica la legge o si deve rispondere delle proprie inadempienze", ha proseguito. Queste misure, secondo il ministro,"richiedono una piena sinergia con le Regioni, che devono porre in essere puntualmente le azioni di loro competenza". Per Schillaci,  "non è accettabile che a distanza di mesi dall'approvazione della legge, ci siano ancora resistenze o ritardi nell'applicazione. Così come non è accettabile rivendicare insufficienza di stanziamenti quando la Corte dei Conti nella sua ultima relazione mette nero su bianco la spesa esigua delle Regioni rispetto ai fondi ricevuti dal 2020 per le liste d'attesa", ha dichiarato.

Stando ai dati comunicati al Ministero dalle Regioni una parte dei fondi assegnati tra il 2022 e il 2024 risulterebbe inutilizzata. La piattaforma nazionale per le liste d'attesa, il sistema che dovrebbe garantire tempi certi tramite il ricorso a privato quando necessario, così pure l'estensione delle visite nel fine settimana starebbero già producendo risultati "tangibili" nelle Regioni che le hanno adottare. "Dove si applica la legge, ci sono i risultati. Non si tratta di carenza di strumenti o risorse, ma di volontà politica e organizzativa", ha ribadito il ministro.

Secondo Schillaci inoltre, "permangono realtà in cui le liste sono chiuse ma se si paga vengono aperte. Poiché è dimostrato dal Lazio, dalla Liguria e dalla Basilicata che l'adozione del Cup unico porta ad un notevole aumento delle prestazioni disponibili e quindi ad un abbattimento dei tempi di attesa, perché non si è proceduto in tutte le Regioni dopo otto mesi, in presenza di fondi dedicati?", ha domandato. "Perché ci sono Regioni come il Lazio, la Basilicata e da oggi anche la Liguria che trasmettono i dati delle prestazioni in tempo reale alla piattaforma nazionale delle liste di attese altre che ancora non hanno caricato alcunché o lo fanno nei modi più strani?", ha chiesto ancora.

La situazione, che sarebbe stata accertata anche dai Carabinieri, "non ammette scuse o giustificazioni: in una struttura su quattro ci sono irregolarità organizzative gravi". Inoltre, ha aggiunto, "si dice che mancano le risorse economiche, ma la Corte dei conti ha messo nero su bianco la spesa esigua delle Regioni rispetto ai fondi ricevuti dal 2020. Si dice che manca il personale ed è vero. Ci sono carenze in alcune specialità e ci stiamo lavorando. Mancano infermieri e ci stiamo lavorando". Tuttavia, "le accuse devono essere basate sui dati reali così che si possa davvero fare qualcosa. Agenas certifica che nel quinquennio 2019-2024, il personale (fra uscite ed entrate) non è diminuito", ha concluso

Le parole di Schillaci hanno scatenato le reazioni delle opposizioni. "Lei parla di qualunquismo delle Regioni, ma ci vuole sfacciataggine a venire a parlare così oggi. Lei viene qui a dire che è colpa delle Regioni", ha replicato il senatore di Italia Viva, Ivan Scalfarotto che aveva tenuto l'interrogazione. "Basta, non è sopportabile questo continuo atto d'accusa verso le Regioni. Schillaci è il ministro della salute, usi le sue prerogative, faccia qualcosa", ha esordito la capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella. "Quando si attiva il Ministero? È la seconda volta che accusa le Regioni, almeno convochi quelle inadempienti, le diffidi!", ha aggiunto.

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