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Referendum, Berlusconi: Ho sbagliato a dire che non andrò a votare

Pentito dell’autogol di due giorni fa, il premier si è detto da solo ciò che, in realtà, già molti suoi fedeli – oltre a milioni di italiani – avevano pensato.
A cura di Biagio Chiariello
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Penso che non mi recherò a votare”, affermava Berlusconi due giorni or sono nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi a margine di un Cdm. L'invito del premier era quello di optare – domani e lunedì, giorni designati per i quattro quesiti referendari – per mete balneari. Parole che non sono passate inosservate, anche perché guardando alle ultime amministrative forse la strategia comunicativa del Cav ha vacillato. E non poco. Tanto che erano stati gli stessi suoi fedeli a consigliargli di fare occhio alle sue dichiarazioni. Ma il Presidente del Consiglio proprio non ce l'ha fatta, e oltre a l'invito a non andare a votare ha snocciolato una serie di spot propagandistici per far presa, come solo lui sa(peva) fare, su opinione pubblica e media. Ma a differenza di quanto accaduto per le elezioni comunali, in quest'occasione il motore della macchina del fango non è stato acceso e Berlusconi si è limitato a dire che "se gli italiani sapessero ciò che abbiamo fatto dovrebbero farci un monumento."

Cosa sarà successo a telecamere spente? Cosa gli avranno suggerito i suoi seguaci? Stando alle ultime dichiarazioni del Premier, un'idea possiamo farcela: “Ho sbagliato. Mi è sfuggito, ma non riusciranno a darmi la spallata”, ha detto Silvio pentito dell'autogol sui consigli dispensati a proposito dell'andare a votare o meno per i Referendum. Ha preferito limitarsi a queste poche parole per evitare di originare un effetto boomerang che porterebbe a ciò che opposizione e (ne siamo certi) anche buona parte della maggioranza, Lega Nord in primis, considererebbe la seconda, decisiva stazione della via crucis che porta spedita ad elezioni anticipate: il quorum. Non sono in pochi a pensare che gli italiani si recheranno alle urne per il semplice fatto di andare in controtendenza con il cittadino, parlamentare, Presidente del Consiglio non votante.

”Il quorum e’ a portata di mano”, ha detto ieri Pier Luigi Bersani, a Piazza del Popolo dove si è tenuta l'ultima manifestazione prima dello stop alla campagna referendaria. Insieme a lui Di Pietro, Verdi, e altri movimenti e associazioni ambientaliste. L'evento Io Voto ha portato nella capitale numerosi cantanti e gruppi musicali come Simone Cristicchi, Quintorigo, Nada, Tetes De Bois, Area, Teresa de Sio, Eugenio Finardi, Piotta, Frankie Hi-Nrg, Francesco Baccini, Nathalie, e tanti altri. Tutti con l'obiettivo di "scalare la montagna" del 50 per cento, come aggiunto dallo stesso Bersani.

Oltre al concerto di Piazza del Popolo nella giornata di ieri numerose sono state le altre iniziative alternatesi in tutta Italia con l'obiettivo di portare gli elettori a votare. In particolare dobbiamo ricordare le ennesime trovate degli attivisti di GreenPeace che a Venezia, Firenze e Roma hanno fatto conoscere nuovamente il loro pensiero sul Referendum: "Italia, ferma il nucleare. Vota Sì”.

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